Da Santa Teresa Gallura un messaggio forte e chiaro di "AMPlification" per la tutela del mare

di Davide Mosca
OLBIA. Giardini meravigliosi e rigogliosi coperti dal velo blu del mare, animali che vi abitano dotati di poteri speciali, stelle marine gorgone che rievocano il cupo fascino di figure della mitologia greca. Il racconto è appassionato e avvincente e non è frutto della fantasia, ma è tutto estremamente reale e a pochi passi dalle nostre case. Le parole di mare fluttuano e vibrano nell'aria della sala consiliare del comune di Santa Teresa Gallura per un incontro importante aperto alla cittadinanza, alle istituzioni, a tutti coloro i quali hanno a cuore il destino del nostro Pianeta. Per un tuffo nel blu profondo alla scoperta delle meraviglie naturali dell'Area Marina Protetta di Capo Testa-Punta Falcone a Santa Teresa Gallura grazie al progetto “AMPlification”, ideato dalla onlus Worldrise in collaborazione con la Amp di Capo Testa e con Ariston,il brand principale e più internazionale di Ariston Group, uno dei leader mondiali nel settore del comfort termico. Guida d'eccezione non poteva che essere la biologa marina presidente e co-fondatrice di Worldrise, Mariasole Bianco, che ha affascinato i presenti spiegando l'importanza  dell'attività delle Aree Marine per la risoluzione di tante problematiche relative al sovrasfruttamento delle risorse marine e dunque la necessità di portare campagne come quelle  di Wordrise denominata 30x30 per arrivare a proteggere il 30 percento dei mari italiani entro il 2030.

«Siamo lieti come Wordrise di portare avanti questi progetti di salvaguardia - ha commentato la Bianco -. Ma dobbiamo fare di più, noi ad oggi abbiamo protetto solo il nove percento dei mari e per raggiungere l'obiettivo del trenta percento di mare davvero protetto e gestito in maniera efficace  consapevoli che questo percorso vada fatto insieme. Per questo motivo abbiamo dato il via al progetto “AMPlification” proprio perché vogliamo amplificare e rendere noti tutti i benefici dell'area marina protetta. Non solo ne abbiamo poche istituite, ma la maggior parte delle persone non le conoscono. Per questo motivo abbiamo bisogno di lavorare all'unisono e ognuno per la sua parte: i media, i singoli cittadini, il settore privato come Ariston oggi impegnata per la salvaguardia di aree come quelle dell'Amp di Capo testa Punta rossa che è appena nata, ma che attraverso l'indirizzo del suo presidente è determinata ad agire nel modo migliore per garantire quei benefici ecologici, economici e sociali. In quest'ottica nasce questo progetto, fiduciosi che il cambiamento parta dalla conoscenza per poi tradursi in azione. E' stato per noi fondamentale, poi, coinvolgere i bambini delle scuole di Santa Teresa con le lezioni perché poi possano essere loro a portare questo messaggio e coinvolgere tutti nell'attività di sensibilizzazione».

Presenti all'incontro anche il capo di Ariston Gorup Italia, Mario Salari, e l'assessore con delega al turismo e sport del comune di Santa Teresa, Sandra Careddu che ha così commentato: «Molti lavorano nella direzione di uno sviluppo sostenibile ed è importante l'unione delle forze per riuscire ad ottenere questo risultato. E' responsabilità delle istituzioni prima di tutti. La nostra area marina si sta strutturando e dobbiamo imparare a conoscerla e in questo percorso di acquisizione sarà di grosso aiuto l'esperienza di Worldrise. Ci auguriamo che sempre più ragazzi si uniscano a questo percorso».

Parole di grande apprezzamento sono state poi espresse dal presidente dell'Amp, Leonardo Lutzoni: «La nostra è un'Area Marina molto giovane, nata nel maggio del 2018 insieme a Capo Milazzo e operativa nel settembre del 2020. Noi capiamo bene che tutti questi perimetri e divieti spesso possano generare paura nelle comunità locali, ma questo avviene perché spesso manca il coinvolgimento e la conoscenza del luogo. E' nostro compito quindi, insieme all'ausilio di associazioni come Worldrise, cominciare a spiegare quello che fanno le Aree Marine e il fondamentale ruolo svolto per la tutela del bene più prezioso che abbiamo: il nostro mare e la nostra natura».

Dall'aula consiliare alla spiaggia, il giorno dopo. “Dalla conoscenza all'azione” per una biopasseggiata alla scoperta della Rena Bianca e una Beach clean up che ha consentito di raccogliere la plastica. «Siamo andati alla scoperta delle tracce dell'ambiente marino - ha poi concluso Mariasole Bianco -  e delle creature marine lasciate sulla spiaggia, come la posidonia  o gli scheletri di riccio, gli ossi di seppia e nel pomeriggio ci siamo immersi in una sessione di yoga al tramonto perché ritengo che molti dei problemi di cui parliamo  derivino dalla disconnessione con la natura che ci circonda».
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