Golfo Aranci, "Seaty"alla prova dei suoi primi mesi di vita è un successo

di Davide Mosca
OLBIA. Worldrise chiama e Golfo Aranci risponde. Con la partecipazione e l'interesse mai scontato verso un progetto che ha incuriosito tutti anche oltremare. L'incontro di sabato scorso, in programma nel centro sociale Domo Mea del borgo costiero, ne è stato l'esempio. Davanti ad una platea di tanti cittadini è stato illustrato quello che è stato “Seaty” in questi primi mesi di vita e di quello che sarà. Per chi ancora non lo sapesse si tratta di  un'area di conservazione marina locale, prima in Italia, ma destinata a diffondersi in tanti comuni costieri per proteggere il mare e le preziose specie marine che lo popolano. Un'idea di Worldrise che si è materializzata grazie alla collaborazione del Comune di Golfo Aranci, di Fastweb e della Regione Sardegna che insieme hanno messo in cassaforte uno dei tesori più grandi di questo tratto di costa. Dai cosiddetti Baracconi fino ad arrivare nel paradiso di Cala Moresca per una lunghezza complessiva di un chilometro e seicento metri. Questo tratto di mare è stato delimitato da un corridoio di boe che lo rende balneabile tutto l'anno. Al suo interno è vietato pescare, navigare, fare windsurf o kitesurf, ormeggiare, ma è possibile invece nuotare, praticare sup o kayak, fare il bagno ed immergersi anche accompagnati dai biologi di Worldrise alla scoperta delle meraviglie “nascoste” dei fondali di questo angolo di paradiso terrestre anche attraverso l'ausilio di cartelloni divulgativi in acqua e a terra.

Le meraviglie di “Seaty” sono sbarcate nelle  redazioni dei più grandi giornali nazionali come Repubblica e Corriere della Sera, ma anche in quelle di giornali regionali e locali materializzandosi in più di quaranta articoli. All'incontro di sabato hanno preso parte la biologa marina Mariasole Bianco, presidente di Worldrise Onlus,  Paolo Madeddu delegato all'ambiente del comune di Golfo Aranci e Alessandra Feola delegata alla cultura.  Madeddu ha espresso parole di ringraziamento nei confronti di Worldrise e spiegato l'impegno del comune nel supporto del progetto: «Come amministrazione abbiamo capito subito la bontà del progetto anche perché non solo siamo andati a tutelare una delle zone più pregiate di Golfo Aranci che io ritengo essere anche uno dei tratti di costa più belli al mondo, ma anche perché è arrivato in un momento nel quale avevamo l'esigenza di trasmettere ai nostri giovani la sensibilità necessaria per la tutela  dell'ambiente e del nostro territorio. E' per noi sicuramente tra i progetti più importanti che abbiamo realizzato e di cui siamo più orgogliosi. Per questo ringrazio Mariasole Bianco che è parte della nostra comunità e che è un vero e proprio valore aggiunto per Golfo Aranci e la mia collega Alessandra Feola che ha speso molte energie per la parte logistica, la parte pratica e culturale. Grazie».


Come nasce Seaty
E dall'intervento di Madeddu si è passati alle parole della Bianco che hanno restituito, attraverso la sua coinvolgente capacità divulgativa, tutti i colori e le sfumature del mare. Tra problematiche legate al sovrasfruttamento, all'inquinamento, ai cambiamenti climatici, per arrivare ai tesori nascosti dal quel giardino marino situato a pochi passi dalle nostre case.  «Poco più di cinquant'anni fa l'uomo è sbarcato sulla luna - ha commentato la presidente di Wolrdrise - , per la prima volta abbiamo potuto osservare la terra dallo spazio e cosa abbiamo visto? Un pianeta blu. Perché l'oceano rappresenta il 71 percento della superficie, per questo andrebbe chiamato Pianeta Oceano e non tutti sanno che ci dona il 51 percento dell'ossigeno che respiriamo, assorbe l'anidride carbonica, regola il clima ed è per miliardi persone una fonte importantissima di sostentamento. Oggi i cambiamenti climatici, il sovrasfruttamento, l'inquinamento stanno causando grossi problemi come l'innalzamento delle temperature dell'acqua con la relativa perdita di biodiversità. La buona notizia è che il futuro del mare è nelle nostre mani e che abbiamo la natura come alleata che ha un'immensa capacità rigenerativa. Ma come possiamo intervenire? Ecco noi pensiamo che la strada da seguire sia quella dell'istituzione delle aree marine protette, perché riteniamo che siano la nostra polizza per il futuro. Seaty nasce dunque da questa esigenza e non è una vera e propria area marina protetta, ma sicuramente un piccolo giardino della comunità che cerca di conservare un tratto di mare in termini naturalistici e di biodiversità».

Il futuro
Nonostante continuino ad esserci gli scettici i numeri del progetto continuano a conquistare nuovi sostenitori che hanno capito come Seaty non debba esser visto come un limite, ma come una vera e propria opportunità di crescita e anche di lavoro per tutta la comunità. Nel corso dell'estate sono state centinaia le persone che hanno visitato l'area  grazie al supporto dei biologi marini alla scoperta di tutte le meraviglie sottomarine, decine le attività di pulizia del litorale, innumerevoli le attività di educazione ambientale per i ragazzi delle scuole. Il futuro di Seaty è sicuramente nelle mani della comunità di Golfo Aranci.
«Questo progetto è stato ideato da Worldrise ha concluso la Bianco - , ma è di tutta la comunità locale. Nel futuro verrà creato un comitato di gestione formato da persone del posto e mi piacerebbe che ci fosse una grande rappresentanza di bambini. Il tutto perché quest'idea rimanga sempre viva». Il giorno seguente all'incontro è stato poi il momento per una giornata ecologica dedicata alla raccolta di rifiuti presenti nel tratto di costa tra i baracconi e Cala Moresca.

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