Nuova protesta sul Ponte Diana ancora chiuso a Oschiri, traffico a rilento e grande partecipazione

OLBIA Si sono dati appuntamento in tanti questa mattina sulla strada Berchidda-Ponte Diana per tappare i buchi di una burocrazia lenta e a volte incomprensibile. Per protestare e dare un segnale. Non solo a parole, ma con pale e vanghe, per rendere transitabile il tratto stradale unico percorso transitabile a seguito della chiusura, lo scorso 8 giugno, della strada. Dei veri e propri crateri che stamane un gruppo di cittadini di Oschiri coordinati dal “Comitato spontaneo Ponte Diana” ha coperto con del cemento acquistato a proprie spese. della strada statale 392 del Lago Coghinas, chiusa per problemi strutturali del Ponte Diana.
“Non possiamo aspettare oltre - fanno sapere dal comitato - , la strada che ricade nel territorio dei Comuni di Oschiri e di Berchidda è diventata ormai intransitabile a causa di poche buche ingigantite dal traffico pesante dei mezzi di cantiere. Ad Oggi è di fatto una trappola, che rischia di diventare mortale, per lo sfortunato di turno».

C'è chi si è preso una mattinata libera dal lavoro e chi prima di unirsi al gruppo ha percorso questo  tracciato all'alba per accudire il proprio bestiame: un gruppo di cittadini oschiresi, tutti residenti o con attività dall'altra parte del Ponte, ha lavorato alacremente per ripristinare la viabilità lungo la strada, una strada che decine di automobili, mezzi pesanti e trattori percorrono ogni giorno e sulla quale, a distanza di mesi, non sono ancora stati fatti i lavori di sistemazione per garantire la sicurezza degli automobilisti.

Da quando nel giugno del 2022 il Ponte Diana è stato chiuso queste persone sono costrette ogni giorno, più volte al giorno, a percorrere questa strada ad una corsia di marcia e visibilmente malandata. E visto che gli impegni presi dalle Amministrazioni Competenti, (Anas, Comune Oschiri e Comune di Berchidda) al momento sono rimasti solo sulla carta, i cittadini e i componenti del comitato spontaneo hanno deciso di fare da sé.
“Non servono ne i milioni ne le grandi promesse, su questa strada serve solo il buon senso di tappare delle buche.
Se non si interverrà immediatamente in maniera definitiva per permetterci di raggiungere le nostre case e le nostre aziende in sicurezza, ci
vedremo costretti a segnalare il pericolo alle autorità giudiziarie competenti” .
Il Comitato ha chiesto fin dall'inizio della vicenda, l'adeguamento strutturale e la completa sistemazione della strada Silvani – Fioridas – Sa
Contra - Sa Buttiglia, da individuare come unica vera viabilità alternativa stabile, accettabile dal punto di vista della lunghezza e dei tempi di percorrenza, nel medio e nel lungo periodo.

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