OLBIA. A Velarìa, il festival marittimo di La Spezia, l'aria profumava di sale e di una sfida straordinaria che ha unito generazioni diverse sotto il segno della tradizione. Al centro di questa impresa, una figura d'eccezione: Antioco Tilocca, già nostromo dell'Amerigo Vespucci e oggi colonna portante dello Yacht Club Cala dei Sardi. Con la sua esperienza e una passione che non conosce sosta, Tilocca ha guidato trenta studenti degli istituti nautici di tre regioni, degli istituti nautici della Spezia (IISG.Capellini-N.Sauro), Olbia (IIS Amsicora - Indirizzo Made inItaly settore Nautico) e Carrara (IIS E. Barsanti - Indirizzonautico M., in un'opera che è già leggenda: la creazione del paglietto più grande del mondo. L'obiettivo era ambizioso: superare ogni limite precedente. I numeri parlano chiaro: 7,50 metri di lunghezza per 4 di larghezza, realizzati intrecciando quasi 1.300 metri di cima. Tilocca ha scelto materiali che trasudano storia, utilizzando la canapa di manila — la stessa fibra impiegata per le manovre correnti sul Vespucci — alternata a inserti in nylon per un tocco estetico contemporaneo. Il risultato cronometrico è stato sbalorditivo.
Grazie a una tecnica di "imbastitura" che permetteva di lavorare con dieci cime contemporaneamente, la squadra ha completato l'opera in 16 ore, 14 minuti e 18 secondi. "Siamo partiti dal tracciamento con quadri da 50x50", ha spiegato Tilocca, "per poi tessere un tappeto che può essere esteso all’infinito". Per Tilocca, attualmente nostromo del Yacht Club Cala dei Sardi, il valore del progetto va ben oltre il primato fisico. La vera missione è stata il trasferimento di competenze. Il lavoro sul Molo Italia non è stato privo di tensioni creative. Tilocca ricorda con un sorriso i momenti in cui i ragazzi perdevano la pazienza davanti alla precisione richiesta, ma sottolinea come lo "spirito di squadra" abbia prevalso. Fondamentale è stato anche l'aspetto educativo del linguaggio: insieme a Salvatore Calà e al professor Punzo, il nostromo ha insistito affinché i ragazzi usassero i termini corretti. "Non si dice 'tirare', si dice 'recuperare'", ammoniva la squadra, perché nella tessitura di un paglietto bisogna "ripianare gli spazi" con dolcezza e precisione. L'iniziativa, promossa dall'associazione La Nave di Carta e dal Cantiere della Memoria, ha visto collaborare gli istituti nautici di La Spezia (Capellini-Sauro), Olbia (Amsicora) e Carrara (Barsanti).
Per Tilocca, tornare a La Spezia — dove ha prestato servizio dal 1982 al 2009 — è stato un ritorno a casa. Tra un aneddoto divertente se la fatica fisica di ore passate in ginocchio, l'impresa si è conclusa con il dossier inviato all'organizzazione internazionale per la certificazione del Guinness World Record. In attesa del verdetto ufficiale, resta la bellezza di un'opera di 300 chilogrammi che ora riposa presso la Sezione Velica della Marina Militare di La Spezia, testimonianza vivente che, sotto la guida di maestri come Antioco Tilocca, l'arte del mare continua a navigare verso il futuro.
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