OLBIA. Attimi di terrore nel pomeriggio di mercoledì scorso nelle acque antistanti l'isola di Tavolara, dove uno yacht di circa 16 metri è stato completamente divorato da un incendio per poi inabissarsi. Le tre persone a bordo, tra cui un bambino di 11 anni, sono riuscite a mettersi in salvo e sono rimaste illese.Tutto è iniziato intorno alle 14:40 di mercoledì 8 luglio. Per cause ancora in fase di accertamento da parte dell'Autorità Marittima, le fiamme sono partite dalla sala macchine dell'imbarcazione e si sono propagate nel giro di pochi minuti, rendendo vano ogni tentativo di controllo da parte dell'equipaggio e costringendo gli occupanti ad abbandonare la nave. I primi a prestare soccorso sono stati i diportisti a bordo di un'unità privata che transitava nella zona, i quali hanno recuperato i naufraghi in attesa dell'arrivo della Guardia Costiera di Olbia. La Sala Operativa ha inviato immediatamente sul posto un imponente schieramento di mezzi: la motovedetta CP 894, il battello veloce GC B41 e il mezzo GCA Alfa 11. Una volta trasbordati sulle motovedette, i tre sono stati accompagnati sulla banchina della Capitaneria di porto di Olbia, dove ad attenderli c'era il personale sanitario del 118. Fortunatamente, a parte il forte spavento, le visite mediche non hanno evidenziato alcuna criticità o intossicazione da fumo: per nessuno di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale. Alle operazioni di spegnimento ha preso parte anche il rimorchiatore Mascalzone Scatenato, ma l'intensità del rogo ha compromesso in modo irreparabile la struttura dello scafo. L'imbarcazione è infatti affondata poco dopo, adagiandosi su un fondale di circa 20 metri. L'inabissamento è avvenuto in una zona di grandissimo valore naturalistico, all'interno del perimetro dell'Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo. Per scongiurare danni al delicato ecosistema marino, è scattata subito la macchina della prevenzione ambientale. Sotto il coordinamento della Guardia Costiera e con il supporto del personale dell'Ente gestore dell'Area Marina Protetta, è intervenuta la nave antinquinamento San Giusto della flotta Castalia (in convenzione con il Ministero dell'Ambiente), che ha posizionato attorno al relitto una rete di panne galleggianti di contenimento per bloccare l'eventuale dispersione di idrocarburi e sostanze tossiche. Nelle prossime ore la ditta specializzata incaricata dall'armatore avvierà le procedure di messa in sicurezza per azzerare ogni rischio residuo di sversamento, per poi procedere con le complesse operazioni di recupero e rimozione del relitto dal fondale. La Guardia Costiera continua a sorvegliare lo specchio d'acqua interessato, avvalendosi anche del monitoraggio tramite immagini satellitari, per garantire la sicurezza della navigazione nell'area e la piena tutela dell'ambiente marino.
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