"Storia di un mercante di immagini", a Porto Cervo la presentazione del libro di Riccardo Frezza

OLBIA. Dopo l’anteprima con Paolo Curto e Antonella Boralevi Porto Cervo Libri, entra nel vivo con l’ultimo appuntamento di luglio dedicato ad un personaggio molto noto in Costa Smeralda. Il 29 luglio, nella Piazzetta Centrale con inizio alle ore 19.30, la kermesse letteraria organizzata dal Consorzio Costa Smeralda punterà i riflettori su Riccardo Frezza, il fotografo che con i suoi scatti ha raccontato per decenni il jet set della Costa Smeralda. Presenterà il volume Storia di un mercante di immagini, pubblicato da Edizioni Nemapress, in dialogo con Giovanni Corbia.

"Storia di un mercante di immagini" è un libro intenso e rivelatore, che va a profilare la vita di un paparazzo o, per meglio dire, di un “reporter d’assalto”.
Si tratta infatti di un mestiere che richiede non solo conoscenze tecniche, ma anche tanto spirito avventuriero, un’incredibile intelligenza, capacità di problem-solving, abilità di unire i fili di una matassa per creare “anticipazioni”, ovvero predire le mosse dei VIP nel futuro imminente, ma sempre e comunque “prima degli altri”. Occuparsi di gossip in qualità di paparazzo, e poi di servizi per la televisione, ha reso evidenti le sue grandissime qualità professionali e umane, tanto che i più grandi VIP lo ricordano con grande stima e affetto.

Fare anche reportage di guerra ha rappresentato per Riccardo Frezza un enorme rischio, ma ci sono stati espedienti che il nostro “mercante di immagini” ha attuato per ridurre le possibilità di pericolo. Il libro rende una fittissima rete di aneddoti sulle più grandi celebrità nazionali e no, ma reca anche le debite riflessioni su come la tecnologia, oramai, abbia preso il sopravvento sulla professione di reporter. Il volume è arricchito dalla prefazione di Natalia Estrada. La storia di Riccardo Frezza inizia nel 1959 quando nasce a Trieste. Su un muretto, trova una macchina fotografica, ed affascinato da questa e dalla visione del film Blow up di Michelangelo Antonioni, capisce quale sarà la sua vocazione e passione per il resto della sua vita.

Inizia a lavorare come la maggior parte dei fotografi, approfittando di qualsiasi occasione di guadagno che questo mezzo gli permetteva, pur di sostenersi e coltivare questa sua passione. Ben presto all'età di 23 anni inizia a lavorare per l'agenzia Albatros come inviato di guerra, realizzando reportage sul conflitto tra Turchia e Cipro, sulla pirateria nel mediterraneo, traffico di armi e droga.
Nei teatri di Guerra a vissuto con i Mujaheddin in Afghanistan, dove ha realizzato reportage pubblicati sul giornale Epoca. Si è impegnato anche in ambito umanitario spendendosi per una missione in Africa portata avanti dalla ONG fondata da Alpidio Balbo, dove per quattro mesi in Benin, Togo, Guinea e Burkina Faso ha realizzato i suoi reportage. Ancora in giovane età, affascinato dalla Milano da bere, dal mondo della moda, dalle modelle, dalle copertene pattinate e da tutta l'industria dell'immagine che gli ruota intorno, si trasferisce a Milano e inizia a lavorare per l'agenzia Olimpia, una delle più importanti e prestigiose del settore.
Questo contesto gli permette di conoscere il mondo del gossip e dei paparazzi facendolo diventare un punto di riferimento nell'ambiente. Collaboratore e corrispondente di testate quali Oggi, Chi, Gente, Epoca, La Domenica del Corriere, Panorama, Vogue, Tv sorrisi canzoni, Gente e motori, diventa, come definisce se stesso, “un commerciante di immagini”, dove il valore della foto non è dato dalla sua qualità ma dal prezzo che si è disposto a pagare pur di ottenere quella immagine. In questi ultimi anni prende coscienza del suo percorso. 

Consapevole che il suo mestiere verrà pian piano ad estinguersi per colpa della “civiltà dell'immagine digitale” che permette a dispositivi come i cellulari che, uniti ai social, consentono di produrre e diffondere immagini in qualsiasi momento. Oggi pur non tralasciando il suo lavoro usuale, grazie alle sue capacità eclettiche, che gli hanno permesso di spaziare dai reportage di guerra, umanitari, alle foto delle copertine patinate fino ad arrivare al gossip, (qualità non comuni, molto rare, da trovare in questo settore) decide di dedicarsi interamente all'aspetto qualitativo artistico e concettuale delle sue immagini, intraprendendo una nuova avventura.
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