OLBIA. La Guardia Costiera della Capitaneria di Porto di La Maddalena ha fatto scattare i sigilli su un’ampia porzione di spiaggia nel Comune di Palau, illecitamente trasformata in un lido privato da una nota struttura ricettiva della zona.L'operazione è scaturita da un'articolata attività di indagine condotta dai militari incrociando i rilievi sul campo con l'analisi delle ortofoto storiche e attuali disponibili sul geoportale regionale. Il confronto tra la cartografia digitale e i titoli concessori ha svelato una discrepanza macroscopica: a fronte di un'autorizzazione per 1.430 metri quadrati, la struttura ne occupava stabilmente ben 2.347. All'appello mancavano quasi mille metri quadrati di litorale: esattamente 917 metri quadri di arenile sottratti alla libera fruizione della collettività, colonizzati giorno e notte da file serrate di attrezzature balneari e passerelle in legno. Dalla ricostruzione aerea è emerso un quadro ancor più grave sotto il profilo ambientale. La comparazione delle immagini nel tempo ha infatti documentato una progressiva e metodica alterazione dello stato dei luoghi: porzioni di macchia mediterranea tutelata sono state eliminate nel corso degli anni per spianare il terreno e ampliare il perimetro destinato ai clienti dell'albergo, modificando l'originario profilo naturale della costa. Per bloccare la condotta illecita e restituire la spiaggia ai cittadini, i militari della Guardia Costiera hanno eseguito il equestro preventivo di 110 lettini e 42 ombrelloni, sgomberando e riaprendo all'accesso pubblico circa 796 metri quadrati. Per la superficie restante è stata notificata l'immediata diffida a rientrare nei limiti perimetrali della concessione originaria. L'intervento si inserisce nella più ampia campagna di vigilanza lungo le coste del nord Sardegna a contrasto dell'abusivismo demaniale, a garanzia del rispetto dei vincoli paesaggistici e del diritto di ogni cittadino ad accedere liberamente al mare.
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione


