Legittima difesa: Grasso, no automatismi, pericolo serio per stato diritto

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AdnKronos
Roma, 23 ott. (AdnKronos) - "In uno stato di diritto se viene uccisa una persona, che sia un ladro o un onest'uomo, occorre, come abbiamo visto, necessariamente un'indagine e un processo per ricostruire la realtà storica dell'accaduto; è solo a quel punto che entrano in gioco le norme scriminanti, dopo che un giudice ha accertato la legalità delle modalità della condotta posta in essere come reazione ad una aggressione. Non può e non deve esserci nessun automatismo anche per evitare che possano consumarsi, approfittando di essere nel proprio domicilio, omicidi dolosi preconfezionati, anche contro persone di famiglia o avversari, mascherati da legittima difesa". Lo sottolinea il senatore di Leu, Pietro Grasso, nella sua relazione di minoranza contro la modifica della legittima difesa."Presumere sempre e comunque l'innocenza di chi usa un'arma in casa e confezionare per legge una zona franca dei canoni della legalità, è un pericolo serio per uno stato di diritto. E' inammissibile una sorta di pre-archiviazione senza alcuna valutazione del Pubblico Ministero. Sotto il profilo processuale la reazione ad una aggressione, anche se ingiusta, necessità di opportuni accertamenti peritali e quindi di avvisi per garantire possibilità di difendersi nel processo". "L'azione penale, in presenza di ipotesi delittuose è infatti obbligatoria perché in presenza di un omicidio o di lesioni in conseguenza di un'aggressione, occorre sempre un'istruttoria per ricostruire la realtà storica dell'accaduto. Solo questo procedimento garantisce che una norma, generale ed astratta, possa trovare applicazione nella fattispecie concreta, sempre diversa, sempre subordinata a circostanze che spetta solo e solamente, al PM prima e al giudice poi, valutare per ricondurre tutta la vicenda nella cornice della legalità e dello Stato di diritto", conclude.

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