Banche: Mediobanca vede ulteriore riduzione sofferenze in 2018

economia
AdnKronos
Milano, 24 ott. (AdnKronos) - L'Uffio Studi di Mediobanca stima una ulteriore riduzione dei crediti deteriorati netti delle banche italiane nel 2018, dopo che nel 2017 la massa ammontava a 129 miliardi di euro, ridottasi dai 169 mld del 2016 e ulteriormente dai 198 mld nel 2015. Secondo la ricerca diffusa oggi, l'attivo tangibile degli istituti italiani (dati non consolidati) ammonta a 2.664 miliardi, in aumento di 8,2 miliardi (+0,3%) sul 2016. I crediti alla clientela (imprese e famiglie) sono pari a 1.414 miliardi, in calo di 20 miliardi e si riducono meno rispetto alla raccolta da clientela che perde 51 miliardi e vale 1.592 miliardi. Nell'ultimo anno sono aumentati sia la liquidità (+33 miliardi, +165%) sia i mezzi propri (+30 miliardi, +15,1%), questi ultimi per via degli utili di sistema.Nel 2017 le banche commerciali in forma di spa hanno ridotto i crediti alla clientela per 11,8 miliardi (-1,4%), insieme alle Popolari per 4,6 miliardi (-1,5%). In controtendenza le BCC che li hanno aumentati per 1,4 miliardi, + 1,2%. La qualità del credito resta uno dei profili più complessi delle banche italiane. Dopo il picco del 2015, a fine 2017 la massa dei crediti deteriorati netti ammontava 129 miliardi ovvero il 7,6% dei crediti verso la clientela anche se in diminuzione di 39,7 miliardi, meno 23,5% rispetto all'anno precedente.Il coefficiente patrimoniale di vigilanza si attesta 16,6% per il sistema: le banche commerciali (17%) e le BCC (16,8%) segnano un valore superiore alla media, mentre le popolari subiscono un certo ritardo (14,9%). Il roe del sistema è positivo (+4,8%) dopo quello negativo del 2016 aperta parentesi (-8,7%). L'utile aggregato è stato pari a 10,6 miliardi di euro dopo la perdita di 19 miliardi dell'anno precedente. Al risultato positivo hanno contribuito le banche commerciali (6,4 miliardi di utile, roe al 4,5%) e quello delle Popolari (2 miliardi che fanno seguito al -3,6 miliardi del 2016). Le BCC hanno assegnato una perdita, seppur modesta, per 55 milioni. Va ricordato che il 2017 è stato caratterizzato da numerose aggregazioni da parte delle BCC, dall'aggregazione delle due ex banche popolari venete da parte di Intesa Sanpaolo, dalla nascita di Banco Bpm, fusione tra l'ex Banco Popolare e la ex Banca Popolare di Milano che ha generato un badwill di 3 miliardi.

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