Pmi: Cerved, crescita si è fermata, segnali di rallentamento

economia
AdnKronos
Milano, 15 nov. (AdnKronos) - Dopo un 2017 in cui le pmi italiane hanno superato la crisi e recuperato livelli di redditività elevati, in particolare quelle a maggiore vocazione internazionale, ora la crescita sembra essersi fermata. Diversi indicatori suggerirebbero che la ripresa delle Pmi abbia raggiunto un suo picco positivo per poi rallentare o invertire la tendenza: ad esempio, nei primi sei mesi sono nate poche società di capitali, appena l’1,3% in più contro l’8,2% dell’anno scorso, mentre sono aumentate le liquidazioni volontarie (1.374, +3,1% su base annua). Emerge dal Rapporto Cerved PMI 2018 presentato oggi in Borsa Italiana, nel quale si evidenzia che quanto alle abitudini di pagamento, già dalla fine del 2017 sono tornate ad aumentare le fatture non saldate nei termini pattuiti e i giorni medi di ritardo (10,8 a giugno), nonché i ritardi gravi, superiori a due mesi, che in genere sfociano in mancati pagamenti o default."Questo rallentamento è preoccupante soprattutto alla luce dello scenario macroeconomico, caratterizzato da una frenata della congiuntura internazionale e dalla crescente sfiducia dei mercati sui conti pubblici italiani"commenta Valerio Momoni, direttore Marketing e Business development di Cerved Group. "Le nostre analisi - aggiunge - mostrano che aumenti prolungati degli spread hanno chiare conseguenze negative sui conti delle imprese, in termini di freno agli investimenti, redditività e rischio di default". Se gli spread crescessero a lungo si potrebbero avere un aumento dei tassi di interesse e l’interruzione del ciclo positivo degli investimenti, con pesanti conseguenze sulle pmi, relativamente sia alla redditività che al rischio. Una simulazione condotta sui dati di bilancio indica che - a parità di tutte le altre condizioni - a ogni aumento di 100 punti base del costo del debito delle pmi corrisponde un calo del Roe di circa un punto percentuale. Un aumento dei tassi di interesse peserebbe in misura maggiore sulle piccole società, per cui si stima un effetto sul Roe di 5,7 punti percentuali in caso di crescita di 500 basis point.

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