Golfo Aranci

Olbia, Pili denuncia stallo sui trasporti
"Destra e sinistra complici imbroglio"

di Davide Mosca

OLBIA. Questa mattina, al molo della Tirrenia del porto Isola Bianca a Olbia, il leader di Unidos Mauro Pili, candidato alla presidenza della regione Sardegna, ha tenuto una conferenza stampa denunciando lo stallo creatosi sul tema dei trasporti marittimi in Sardegna. "Centrosinistra e centrodestra sono come i ladri di Pisa, la mattina litigano, ma poi di notte si mettono d'accordo per imbrogliare la Sardegna e i Sardi". Con queste parole, Pili, fa riferimento a quei parlamentari sardi di entrambi gli schieramenti che avrebbero votato, a suo dire, per delle convenzioni capestro che avrebbero avvantaggiato solo le lobby liguri e napoletane dei grandi armatori con grave danno per l'isola. "Parliamo di convenzioni scandalo -ha detto Pili- che prevedono tariffe superiori per i sardi del 30 percento per due terzi dell'anno. Una situazione che ha fatto perdere ai porti del Nord Sardegna, tra il 2010 e il 2012, circa due milioni di passeggeri. La Tirrenia continua a dispensare milioni di euro di pubblicità per cercare di nascondere il gravissimo atteggiamento verso la Sardegna omettendo costi e tariffe esorbitanti che hanno mortificato il sistema turistico della Sardegna. Tutto questo con la complicità di Cappellacci e sodali sardisti che hanno provato ad ingannare i sardi con il misero fallimento della flotta sarda ma soprattutto vendendo la Sardegna al governo nazionale". 


Pili ha fatto poi riferimento ad una riunione, quella del 5 luglio scorso al ministero dei trasporti, dove Cappellacci e Lupi avevano annunciato che la convenzione sarebbe stata modificata entro il 17 luglio: "Fu tutto un imbroglio - ha dichiarato il leader di Unidos- la convenzione non venne mai toccata e quel tavolo di confronto che conquistammo noi con l'occupazione dei porti per tre giorni fu un fallimento annunciato e ancora oggi tutto tace". Pili ha poi proseguito nel suo discorso arrivando ad annunciare due strade da percorrere: "Dobbiamo far pagare allo Stato il divario insulare per i trasporti e nel contempo bandire gare internazionali per l'imposizione dell'onere del servizio pubblico. Le compagnie dovranno applicare una tariffa massima ammissibile decisa dalla Regione e al di sotto di quella potranno farsi concorrenza. Tutto questo equiparando il trasporto passeggeri e merci via mare ai costi chilometrici ferroviari del resto del paese". 


Nel corso della conferenza stampa è stata poi annunciata una causa alla Corte di Giustizia europea per chiedere un risarcimento a quella classe politica che ha venduto, a suo dire, la Sardegna e la Gallura. Il leader di unidos ha poi lanciato accuse pesanti al premier Enrico Letta: "Come possiamo fidarci del nostro presidente del consiglio sulla delicata questione dei trasporti, se poi scopriamo che la sua fondazione è sponsorizzata dalla compagnia di navigazione Moby?."


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