Rubavano codici di carte di credito
Carabinieri di Olbia sgominano organizzazione internazionale

di Davide Mosca

OLBIA. Accedi a internet, cerchi sul motore di ricerca e trovi la migliore offerta per acquistare un codice di una carta di credito clonata. Il prezzo? Con la concorrenza tra hacker che negli ultimi tempi si è scatenata, il costo d'acquisto varia tra i dieci dollari, negli Stati Uniti, e i venti in Europa.  E'  bene sapere, però, che questa pratica non solo è illegale, ma apre le porte a diversi anni di galera. E' di oggi il blitz dei carabinieri del reparto territoriale di Olbia, diretti dal colonnello Nicola Lorenzon, che ha sgominato un'organizzazione dedita a questo tipo di pratica. Dodici le persone sottoposte a provvedimenti ristrettivi, dei quali tre arresti, tre ai domiciliari e sei da sottoporre ad obbligo di dimora. Al vertice dell'organizzazione piramidale c'era uno straniero  e Francesco Fadda,  originario di Sassari 39 anni arrestato in Ungheria insieme alla convivente Sona Matiskova di 23 anni. A seguire e con diversi compiti, dal clonaggio alla ricerca di esercizi commerciali compiacenti, Giammario Chessa 47enne di Olbia, Antonello Beccu di 48 anni fermato a Olbia e Francesco Cardogna. 

  L'accusa contestata è pesantissima: associazione per delinquere finalizzata ai reati di  ricettazione continuata in concorso, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici e frode informatica in concorso. L'operazione denominata Carder e diretta dalla procura di Cagliari è partita nel 2013 e ha permesso di scoprire una fitte rete che aveva base in Sardegna e con diramazioni internazionali. I dettagli del successo operativo messo a segno dai militari del reparto olbiese sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata stamane nella caserma del reparto territoriale di Olbia.  Nel complesso, l’attività investigativa ha consentito di acquisire elementi di colpevolezza per 27 indagati e, nel corso dell’indagine, un copioso materiale probatorio è già stato sottoposto a sequestro. Gli accertamenti compiuti hanno riguardato l’analisi dei dati forniti dalle società che gestiscono i flussi provenienti dai pos per l’utilizzo delle carte di credito, i tabulati di traffico telefonico ed intercettazioni telefoniche. Il sodalizio, con al vertice un soggetto straniero ed un italiano (quest’ultimo attualmente detenuto in Ungheria per reati di analoga natura), è accusato di avere promosso, costituito, organizzato e diretto un’associazione per delinquere che si occupava di reperire innumerevoli codici di carte di credito estere (principalmente statunitensi) avvalendosi di specifici e collaudati canali di approvvigionamento per compiere, di conseguenza, l’attività di clonazione delle medesime carte, finalizzata alla utilizzazione fraudolenta in diverse località del territorio nazionale con il concorso attivo nel reato di numerosi esercenti commerciali compiacenti. E' necessario precisare che il modus operandi dei carders è avvenuto con l’acquisizione dei dati o attraverso la tecnica dello skimming (furto di dati in occasione di transazioni effettuate dai proprietari delle carte) o attraverso la violazione dei sistemi di coloro che possiedono, a vario titolo, i dati delle carte di credito (banche, circuiti, gestori dei pos etc.); a proposito di quest’ultimo modus operandi, solo tra il 27 novembre ed il 15 dicembre 2013 vi è stata una violazione di sistemi a danno di Target Corporation (società gestore di dati) che ha esposto i dati di circa 40 milioni di carte di credito. 

L’attività investigativa, protrattasi per circa 9 mesi, ha permesso di documentare più di tremila transazioni illecite avvenute su tutto il territorio nazionale ed estero, per un importo di circa 1 milione di euro, con danno non solo dei singoli titolari delle carte ma anche dei circuiti di intermediazione bancaria nazionali ed internazionali (VISA, MASTERCARD, AMERICAN EXPRESS, CARTA SI, SETEFI); in alcune transazioni fraudolente, compiute con il concorso di alcuni commercianti olbiesi, sono stati utilizzati nomi non solo di fantasia ma anche di appartenenti alle Istituzioni (magistrati e carabinieri). E’ stata proprio la complicità degli esercenti (alcuni molto noti e con attività commerciali ubicate in località turistiche redditizie come Alghero, Porto Cervo e tutta la Costa Smeralda) attratti da facili, immediati e cospicui guadagni l’elemento imprescindibile per il compimento dei reati. Gli stessi si sono prestati a mettere a disposizione i propri pos per compiere le transazioni fraudolente (sono stati accertati all’incirca trenta soggetti compiacenti su tutto il territorio isolano). Il denaro indebitamente sottratto ha consentito agli indagati di mantenere un alto tenore di vita assolutamente sproporzionato alle loro effettive disponibilità.

Sono inoltre ancora in corso di esecuzione 51 decreti di perquisizione domiciliare, su tutto il territorio nazionale, nei confronti di soggetti coinvolti a vario titolo nell’indagine (oltre che nel sassarese, anche a Oristano, Cagliari, in Versilia, Milano, Ancona e Livorno).

Di fondamentale importanza è stata la collaborazione resa dagli esperti informatici dell’Università degli studi di Cagliari, nonché da parte di alcune delle società di intermediazione bancaria ed in particolare AMERICAN EXPRESS, CARTASI, SETEFI, CITY BANK e S.I.A.


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