Anche Marras e Fresu per salvare le low cost in Sardegna

OLBIA. Il progetto per salvare le rotte low cost dell'Aeroporto di Alghero trova validi testimonial pronti a condividere la causa di un territorio che vuole trovare da solo le energie per tenersi in piedi. Gli Stati generali dell'economia hanno dato il via libera ad una task force operativa, e in queste ore arrivano attestati di sostegno trasversali. Si, perché tenere le rotte ad Alghero è un'esigenza che coinvolge tutti, nessuno escluso. Così hanno deciso di dire la loro anche il musicista Paolo Fresu e lo stilista Antonio Marras. Vicini più che mai all'idea di un'Isola che deve progeredire, mai fermarsi, o peggio tornare indietro anche sotto il profilo della crescita sociale e culturale.


"Siamo un'Isola europea. Il problema in questo momento è continuare ad esserlo. La nostra necessità di comunicare, di confrontarsi con altre realtà, conoscendole da vicino, è l'humus imprescindibile che ci consente di crescere ed evolverci - è il commento del musicista Paolo Fresu - per assimilare e costruire quella cultura su cui si fonda il futuro di un territorio. Certo, i risultati economici che rischiano di essere compromessi, sono la prima preoccupazione, ma non l'unica. C'è un'intera Isola che deve poter continuare a dialogare con il mondo. Dal vivo, non solo in rete. Per fortuna ci sono persone che questa volta, senza bandiere o appartenenze, dimostrano di essere sardi da Alghero a Olbia e si pongono il dubbio che ci siamo posti tutti: cosa possiamo fare?." 

Un'idea, un modello di sviluppo territoriale innovativo in Sardegna:" Spesso capita che non ci si attivi per risolvere i problemi aspettando, a torto, che sia qualcun altro a farlo. Questa volta no - aggiunge - siamo noi, in qualsiasi veste, che dobbiamo e vogliamo sostenere un pensiero e un'azione entrambe condivise perché la Sardegna non perda il low cost. Per continuare ad essere un'Isola europea."  


L'economia locale, per meglio dire le economie, saranno investite inevitabilmente - e negativamente - in prima battuta.

"Lo dico da imprenditore e da cittadino - esordisce Antonio Marras - sarebbe un salto indietro pericolosissimo. Alghero e la Sardegna sono cresciuti in questi anni grazie ad una vera e propria rivoluzione. La nostra terra, questa parte di Sardegna, era nota si, ma non così conosciuta. L'avvento del low cost ci ha permesso di farci apprezzare in tutta Europa e non solo, un salto epocale che il mercato internazionale richiedeva e che ci ha scoperto protagonisti. Perdere tutto a questo punto sarebbe una vera e propria follia. Perchè l'aeroporto Alghero può svilupparsi e diventare, per esempio, come Orio al Serio, a Bergamo. Uno scalo che è cresciuto vertiginosamente grazie al low cost."

Una situazione cui porre rimedio. Anche perché il tempo fino al 20 gennaio, per andare a trattare con Ryanair, è davvero poco:" E' vero, manca poco. Ma l'energia che in questo momento si sta cercando di mettere in campo è tantissima e il risultato si può raggiungere. Fa piacere registrare un fronte comune unito che non lascia spazio a sterili lamentele su quello che si poteva fare e non si è fatto. Un segnale importante per tutti, un nuovo metodo di risoluzione dei problemi che da queste parti non si vede spesso." 


Il Progetto di destinazione riguarda non solo il nord dell'Isola, ma tutta la Sardegna, e punta grazie a sempre nuove collaborazioni alla sottoscrizione volontaria (codice IBAN  IT 70 O 05676 17201 000070093337) di un milione di euro. Già da domani sono in programma una serie di incontri per proseguire sulla rotta della condivisione del Progetto che nasce per salvaguardare il territorio e "rimodulare" gli intendimenti di Ryanair che ha annunciato la cancellazione di ben 14 rotte della "Summer 2016" sull’Aeroporto di Alghero. Rotte sui cui si muovono circa 700.000 passeggeri l’anno, e che generano, tra economie dirette e indotte, quasi 400 milioni di euro.


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