Migranti: assessore veneto, 'oltre 140 persone sottratte a schiavitù'

cronaca
AdnKronos
Venezia, 7 feb. (AdnKronos) - Alla vigilia della Giornata internazionale dedicata alle vittime della tratta e dello sfruttamento l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin ha riunito il tavolo di lavoro sul network antitratta del Veneto (progetto N.A.Ve) per fare il punto con i comuni capoluogo del Veneto su quanto attuato sinora e avviare la terza fase del progetto di contrasto alla prostituzione, alla mafia e ai racket della criminalità e ai fenomeni di sfruttamento sessuale e lavorativo. Il dipartimento nazionale Pari opportunità ha assegnato, infatti, ulteriori 1,8 milioni di euro al progetto veneto, al fine di dare continuità anche nel 2019-20 alle azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di sfruttamento organizzato delle persone. Il 12 febbraio Regione, Comune di Venezia e Comuni capoluogo del Veneto firmeranno una nuova intesa con i soggetti pubblici e privati aderenti alla rete per avviare la ‘fase tre’ del network antitratta.La rete veneta di N.A.Ve conta attualmente 98 enti pubblici e privati, capofila il Comune di Venezia, sotto il coordinamento della Regione Veneto. Dall’avvio del progetto pilota - esperienza che si è strutturata nel 2016 anche in virtù della legge regionale 41/1997 contro abusi e sfruttamento sessuale - le cinque unità mobili e gli operatori della rete hanno contattato sulle strade e nei luoghi di lavoro 1192 persone, per il 90 per cento donne avviate alla prostituzione. 487 sono state prese in carico, 133 sono state inserite in un programma di protezione sociale che prevede autonomia abitativa, integrazione sociale e inserimento lavorativo, 14 sono state avviate ad altri servizi, 7 sono rientrate volontariamente in patria con un ritorno assistito, per un totale di oltre 140 persone. N.A.Ve, che coinvolge procure, prefetture, forze dell’ordine, comuni, servizi sociosanitari, ispettorati del lavoro, università, fondazioni, cooperative, associazioni e volontariato sociale, ha potuto disporre sinora di un budget complessivo di quasi 4 milioni di euro, di cui 3 erogati dal Dipartimento nazionale Pari Opportunità. Il resto è stato cofinanziato dagli enti partecipanti, tra cui la Regione Veneto con 140 mila euro l’anno, ai quali si aggiungono gli ulteriori contributi della fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (22 mila euro per tirocini lavorativi) e di Save The Children (60 mila euro per percorsi di inclusione per minorenni).

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