
(Adnkronos) - A destra di chi guarda, l'Angelo e i Re Magi si fronteggiano dinamicamente in una sorta di dialogo, con i secondi che sono privi di corona, perchè secondo l'intenzione degli artisti rappresentano la società civile. A sinistra invece sono collocati tre gruppi di forme adulte e infantili, una delle quali volge il capo in direzione opposta rispetto al centro della scena, rappresentando l'inquietudine del figliol prodigo e della società attuale, lontana da una fede semplice e istintiva. Ma l'nnovazione formale dell'opera vuole trasmettere una speranza di riscatto dalla sofferenza e dall'ingiustizia che appartiene anche alla coscienza laica. Il presepe, sebbene interpretato in una originale chiave moderna, si collega alla tradizione della Val Gardena, da sempre strettamente legata a quella della lavorazione artigianale del legno, tanto importante in questa valle e in tutto il Trentino Alto Adige. Le prime testimonianze artistiche di scultura lignea in quest’area risalgono alla fine del XIV secolo, sulla scorta della tradizione appresa dalla Germania e dall’Austria, ma è dalla fine del XVII secolo che si sviluppa un artigianato popolare della scultura in legno. Nell’Ottocento si contano quasi trecento stabilimenti commerciali in più di cento diverse località, mentre gli scultori con le loro famiglie viaggiano per l’Europa intera. La tradizione dell’intaglio, gelosamente conservata in ambito familiare, diventa materia di studio con la fondazione nel 1872 a Ortisei di una scuola d’arte, che segna un notevole progresso per lo sviluppo della scultura in legno in Val Gardena. Nel 1994 alcuni artigiani danno vita a Unika, una piattaforma per la promozione dell’artigianato artistico gardenese. Fanno parte di questa associazione, comprendente oltre quaranta artisti, anche i due autori del presepe ospitato nel Palazzo del Quirinale.
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