Steatosi epatica, Murelli (Lega): "Troppe disomogeneità, tutelare l'equità"

'Riconoscere la malattia all'interno dei Lea e garantire accesso rapido ai farmaci innovativi'

salute
AdnKronos
Roma, 10 mar. (Adnkronos Salute) - "Dobbiamo garantire equità per la steatosi epatica. Ci sono troppe disomogeneità a livello nazionale, nelle diverse regioni, disomogeneità nei percorsi di diagnosi e cura, ma, come per altre malattie, anche in questo caso la diagnosi precoce è essenziale". Così la senatrice Elena Murelli, partecipando oggi a Roma all'incontro dedicato alla patologia, organizzato su iniziativa della senatrice Ylenia Zambito, segretario della X Commissione."Grazie alla formazione dei medici si può diagnosticare questa patologia con anticipo e quindi intervenire prima - osserva Murelli - Ciò comporta anche un risparmio nel sistema sanitario: è sempre meglio curare una steatosi nel momento in cui viene diagnostica, piuttosto avere problemi successivi di cirrosi epatica o di trapianto del fegato". In questo contesto la politica, secondo la senatrice, "innanzitutto può riconoscere la malattia all'interno dei Lea (livelli essenziali di assistenza) e fare in modo che ci sia un coordinamento uniforme tra tutte le Regioni per cui esiste un Pdta (percorso diagnostico terapeutico assistenziale). Non ultimo - aggiunge - l'accesso rapido" alle cure. "Dobbiamo garantire l'omogeneità dei farmaci su tutto il territorio nazionale e, soprattutto, dare la possibilità di reperire velocemente i farmaci innovativi perché, ogni volta che vengono scoperti grazie alla ricerca, creano enormi vantaggi o possono addirittura fungere da salvavita", conclude Murelli.

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