Sanità: Federmanager, difendere Ssn senza demonizzare quella integrativa

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AdnKronos
Roma, 8 mag. (Labitalia) - Federmanager interviene nel dibattito sui fondi sanitari integrativi per richiamare l’attenzione sulla necessità di evitare semplificazioni che rischiano di alimentare disinformazione su un tema centrale per il sistema sanitario e la salute dei cittadini e delle cittadine, delle lavoratrici e dei lavoratori. Nel mirino, alcune analisi – avanzate anche da realtà qualificate – che tendono a rappresentare in modo indistinto l’insieme dei fondi di sanità integrativa e a identificarli come fattore di strisciante privatizzazione del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Una lettura che Federmanager considera fuorviante. "Il Ssn resta e deve restare il pilastro universalistico del welfare - dichiara il presidente di Federmanager, Valter Quercioli -, tuttavia un rafforzamento a sistema della sanità integrativa può contribuire a potenziarne la capacità di risposta e l’accessibilità alle cure in tempi ragionevoli. Investire nel Ssn e sviluppare una sanità integrativa ben regolata non sono obiettivi alternativi, ma complementari". La Federazione rimarca infatti la differenza tra operatori che costruiscono modelli prevalentemente commerciali su prestazioni già garantite dal pubblico e strumenti di welfare contrattuale che fanno della mutualità e della solidarietà intergenerazionale i valori fondanti. Ne sono un esempio virtuoso il Fasi – Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa dei dirigenti industriali – e Assidai, fondo di secondo rischio che interviene nei casi di maggiore complessità assistenziale. Entrambi operano nell’ambito della contrattazione collettiva e agiscono con finalità integrative rispetto al sistema pubblico, in linea con quanto previsto dalla normativa in vigore.Le risorse destinate alla sanità integrativa, sottolinea Federmanager, non sottraggono fondi al Ssn: si tratta di contributi aggiuntivi di natura privata e contrattuale che contribuiscono ad alleggerire la pressione sul sistema pubblico. Il riconoscimento fiscale, peraltro limitato, risponde proprio alla funzione integrativa – e non sostitutiva – di tali strumenti. "Se è giusto discutere di eventuali inefficienze e criticità – continua il presidente Quercioli – non si può assolutamente 'fare di tutta l’erba un fascio'. La partita che si gioca non è quella tra pubblico e privato, ma tra modelli che creano valore e modelli inefficienti". Federmanager propone infine l’apertura di un tavolo di confronto con istituzioni, esperti di settore e parti sociali per distinguere le criticità dai modelli virtuosi e rafforzare l’equità e la sostenibilità del sistema sanitario.

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