ALLUVIONE OLBIA

Graduatoria risarcimento danni
Tante le irregolarità e i "furbetti"

di Antonella Brianda


OLBIA. Adesso che i controlli sulla graduatoria stilata dal Comune di Olbia per i rimborsi ai cittadini colpiti dall’alluvione si sono conclusi, saltano fuori tutte le irregolarità e le situazioni "anomale", in cui molti dei richiedenti non sono effettivamente in possesso dei requisiti per ottenere i beni. Tra i “furbetti” anche un funzionario pubblico che ha trasformato una cantina in un appartamento che ha poi affittato, rigorosamente in "nero" e il cui nome adesso figura all’interno dell'elenco delle irregolarità. L'inquilino della cantina si è visto rifiutare la richiesta di risarcimento, ma ha denunciato il padrone di casa, consegnando agli agenti un foglio a quadretti riportante le cifre pagate per l'affitto. I controlli della polizia locale confermano i dubbi e i sospetti che molti cittadini realmente danneggiati avevano manifestato all’indomani della pubblicazione della graduatoria. 


Tra i casi “singolari” riportati dal comando guidato da Gianni Serra, figurano richieste di risarcimento per danni a box esterni ed elettrodomestici posizionati ai piani alti e altre riguardanti la richiesta di risarcimento avanzata da affittevoli per i danni ad arredi che però non erano di loro proprietà, ma bensì erano del proprietario dell’abitazione in cui risiedono in affitto. Addirittura c’è persino chi, pur avendo già ricevuto indebitamente elettrodomestici per i danni subiti in una cantina non abitabile, ha presentato domanda di risarcimento. I controlli hanno portato alla luce diversi abusi edilizi: tante sono le trasformazione in appartamenti di pertinenze, in particolare cantine e magazzini, prive di abitabilità. Situazioni ed eventi catastrofici come quello accaduto il 18 novembre scorso, tirano fuori la grande generosità delle persone, ma anche il lato peggiore degli esseri umani. E davanti alla possibilità di poter ricevere fondi o elettrodomestici gratis non si pensa al fatto che questi, se distribuiti in maniera impropria, vengono sottratti a chi realmente si trova in condizioni disperate. 

 

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