Cartaceo e digitale: i nuovi equilibri delle frontiere dell'editoria

OLBIA. Se la cultura del cartaceo sembra resistere contro ogni aspettativa, è anche vero che si legge molto meno. Certo è che si legge in modo diverso. Nuovi linguaggi sono entrati a far parte del mondo della lettura e con essi è necessario confrontarsi. Perché le nuove tecnologie non vanno evitate, vanno semmai sapute dominare. Delle nuove frontiere del digitale si è parlato ieri all’Isola dei libri, in un confronto aperto tra Pier Luigi Lai, dell’Associazione Editori Sardi e Cristina Mussinelli, segretario generale della Fondazione Lia e responsabile dell’Associazione italiana editori per l’editoria digitale.

«È sbagliato dire che non si legge più – ha spiegato la Mussinelli – l’ebook per esempio permette di avere a disposizione diversi titoli su un unico strumento e di usufruirne ovunque. Stiamo assistendo a una compensazione, a un uso contemporaneo delle varie piattaforme. Sui portali online ad esempio si vendono contemporaneamente i titoli cartacei e digitali». Il digitale permette quindi una diffusione rapida e universale senza costi di spedizione. Tutto ciò potrà consentire ai sardi in giro per il mondo di accedere alle novità librarie sarde in tempo reale e a costi contenuti.

E di ebook e criticità dell’editoria sarda si è parlato già in mattinata con Vito Biolchini ed Elio Turno Arthemalle, che hanno portato Speciale Buongiorno Cagliari all’Isola dei libri. La trasmissione è andata in onda sulle frequenze di Radio X con la partecipazione della presidente Aes, Simonetta Castia, e degli editori Francesco Cheratzu della Condaghes di Cagliari, Dario Maiore della Taphros di Olbia, Paolo Sorba della Maddalena e Patrizia Manduchi della Aipsa di Cagliari.

«Lo scopo della manifestazione è far conoscere anche agli utenti distratti il senso del lavoro – ha detto Simonetta Castia, presidente Aes –. Per noi è un obiettivo importante essere riusciti dopo anni di pausa a riportare nella città capoluogo della Sardegna un evento che era assente da tanti anni e questo era un vuoto da colmare. Per noi è un punto di ripartenza, almeno speriamo, per l’editoria sarda».
Numerose le presentazioni di opere nell’arco della giornata. La scrittrice nuorese Marinella Caocci ha presentato con Alberto Urgu la sua terza opera “Lunaesole”, un romanzo storico che ha il sapore di una saga familiare. Un mix di generi letterari per un racconto ambientato nella Gallura degli stazzi tra le due guerre mondiali.

Con “La Bottega di Ippocrate” sono stati toccati aspetti importanti della storia della medicina sarda. In compagnia di Paola Pilia, l’autore Enrico Fanni ha approfondito saggi editi e inediti, situazioni ambientali remote e recenti e l’evoluzione delle conoscenze mediche dall’antichità ai nostri giorni.
Una pubblicazione contro corrente è stata “L’accabadora immaginaria” di Italo Bussa, che ha dato vita a un intenso dibattito con il pubblico presente. Il testo smaschera l’invenzione di un personaggio inquietante reso celebre in particolar modo negli ultimi anni: «Tutti i dati storici e la tradizione  - ha spiegato Bussa –
dimostrano che non sia mai esistita una figura donna preposta al compito di togliere la vita a persone agonizzanti».

“Falsi e bugiardi” di Pietro Maurandi, un romanzo storico che racconta le vicende delle Carte d’Arborea vissute in un clima di rinascita romantica. Questi clamorosi documenti comparsi all’improvviso, raccontano storie di re, condottieri e altri personaggi sconosciuti della storia sarda. Tra un colpo di scena e l’altro, l successo degli scritti è interrotto quando qualcuno scopre che si tratta di un falso clamoroso.

La serata è proseguita con l’appuntamento gastronomico-letterario “Colazione con Grazia”, dove i presenti hanno potuto scoprire particolari della tradizione culinaria sarda, della quale i capolavori della Deledda rappresentano un archivio straordinario. La serata si è conclusa con il reading di Alberto Lecca, un omaggio originale ai poeti della beat generation nell’anno del conferimento del Nobel a Bob Dylan.

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SIDDURA MAÌA