Open Day a Olbia sui disturbi della nutrizione

OLBIA. Colpisce soprattutto i più giovani, ma il ruolo delle famiglie, della scuola e degli educatori può diventare fondamentale per riconoscere i campanelli d'allarme. Si chiama disturbo della nutrizione e dell'alimentazione (Dan) e sarà oggetto dei prossimi open day promossi dalla Struttura Complessa di Diabetologia e Nutrizione Clinica della Asl Gallura nell'ambito della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata proprio a questo tipo di patologia. La Psicologa-psicoterapeuta, Viviana Zanda, e la Biologa specialista in alimentazione, Sara Cherchi, apriranno le porte dei loro ambulatori di Olbia per alcune consulenze gratuite. Si tratta del primo step di un progetto di ampio respiro che nei prossimi mesi coinvolgerà anche le scuole.

Gli open day sono in programma lunedì 11, mercoledì 13 e giovedì 14 marzo dalle 9 alle 15, nell'ex ospedale San Giovanni di Dio. Nel corso delle prime due giornate le consulenze saranno offerte dalla Psicologa-psicoterapeuta, mentre in quella conclusiva dalla Biologa specialista in Scienza dell'alimentazione. Per informazioni si può scrivere all'indirizzo e-mail viviana.zanda@aslgallura.it. «Cominciamo a dare seguito al piano biennale della Regione Sardegna sui disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Gli open day ci aiuteranno a intercettare una fetta di popolazione soprattutto giovanile interessata da questo problema di salute – sottolinea il direttore della Struttura Complessa di Diabetologia e Nutrizione Clinica, Giancarlo Tonolo – ma contestualmente abbiamo avviato un primo contatto con le scuole per formare i docenti, che sono forse le prime figure, insieme ai familiari dei minori, in grado di riconoscere i segnali emergenti della patologia. Stiamo coinvolgendo in questo progetto anche alcuni ragazzi della diabetologia pediatrica con problemi di alimentazione, in collaborazione con l'unità di Neuropsichiatria infantile».

I campanelli d'allarme possono “attivarsi” quando si riscontra l'identificazione dei giovani con i modelli estetici proposti dai social network, quando si notano scatti che documentano ad esempio i cambiamenti del corpo o di pasti consumati, quando si rilevano violenze psicologiche e difficoltà ad essere accettati dalla società. «Questi sono solo alcuni degli esempi di comportamenti che le figure educative più vicine ai ragazzi, come appunto gli insegnanti, possono riconoscere ed essere in grado di identificare come genesi del problema, dandoci così la possibilità di intervenire tempestivamente, prima che il disturbo possa sfociare in anoressia, bulimia nervosa, obesità o in altre patologie con conseguenze molto gravi. Il punto di osservazione dei docenti e la loro collaborazione possono diventare preziosi alleati per combattere questo problema e garantire una vita serena a tanti ragazzi», conclude Giancarlo Tonolo.

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