A Olbia il fenomeno della legionella è una realtà costante e monitorata: si registrano mediamente tra i 5 e i 6 casi all’anno. Sebbene i numeri possano apparire contenuti, testimoniano una presenza stabile del batterio nel tessuto cittadino, un dato particolarmente rilevante per una città che funge da porta d'accesso principale per la Sardegna. Ad aprire i lavori del convegno dedicato al tema è stato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione come leva strategica per la tutela della salute pubblica e per la qualità dell’accoglienza sul territorio: “Olbia è un posto particolare dove arrivano 4 milioni di passeggeri, il primo porto del Mediterraneo. Abbiamo un'ottima proposta alberghiera, abbiamo una natura meravigliosa, non possiamo per nessun motivo, sottovalutare il rischio. In tutte le nostre scuole, in tutti gli edifici comunali e provinciali, cerchiamo di stare molto attenti, perché senza la necessaria attenzione si corrono rischi che poi possono danneggiare in primis le persone e in seconda istanza l’intero territorio”.Questa incidenza locale si inserisce in un quadro nazionale preoccupante: nel 2024 in Italia sono stati notificati 4.627 casi di legionellosi, confermando un trend in crescita che impone un deciso cambio di passo sul fronte della prevenzione. La legionella, infatti, agisce in modo silenzioso: non altera l'odore o il sapore dell'acqua, ma prolifera negli impianti idrici e di climatizzazione. Per i promotori dell'incontro, Sanodyna e Sicura STM, la sfida è culturale prima ancora che tecnica. Bruno Musìo di Sicura STM ha dichiarato: “Abbiamo promosso questo evento con un obiettivo chiaro: fare informazione corretta. Siamo convinti che la sicurezza si costruisca attraverso la conoscenza di pratiche innovative e sostenibili, capaci di semplificare la gestione tecnica e normativa per le strutture pubbliche e ricettive”. Fabio Avventuroso, direttore commerciale di Sanodyna, ha aggiunto: “Ogni giorno ci troviamo di fronte a casi di legionella che richiedono interventi immediati, quasi in regime di pronto soccorso. Ciò che è emerge oggi è che la sfida alla legionella si vince con la cultura della prevenzione, con dibattiti come questo che avvengono in un contesto in cui le tecnologie per il controllo e la prevenzione sono già disponibili e accessibili”.Sul fronte della sicurezza e della normativa, Maria Pia Oppes, coordinatrice AIAS Sardegna, ha ricordato: “Mi occupo di sicurezza dal ‘94 da quando fu istituita, con la legge 626, la figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), rendendola obbligatoria. In questi anni ho potuto constatare un cambiamento nella consapevolezza della valutazione dei rischi e della necessità di gestirli. Il nostro obiettivo è divulgare la cultura della prevenzione e della sicurezza e più in generale dei temi legati all’ambiente e alla sostenibilità”. Un impegno condiviso dalla ASL Gallura, dove Maria Adelia Aini, responsabile Prevenzione e Promozione della Salute, ha delineato il quadro sanitario: “È un problema di salute pubblica. Il nostro ruolo è garantire sorveglianza ed effettuare indagini epidemiologiche. Collaboriamo con le strutture alberghiere intervenendo in regime di prevenzione nell’identificazione dei punti critici. La collaborazione è fondamentale per capire i rischi che possono essere presenti nell’ambiente”. La stessa ha poi rimarcato: “La legionellosi è una malattia sottoposta a osservazione internazionale per questo si agisce in prevenzione con la valutazione del piano di autocontrollo delle strutture, sia pubbliche che ricettive, della condizione degli impianti, del flussaggio dei circuiti dell’acqua. I rischi per la salute sono seri: la legionellosi si sviluppa con sintomi che all’inizio posso essere suggestivi di una sindrome acuta simil-influenzale e che poi possono evolvere in polmonite. La notifica della diagnosi va tramessa entro 48 ore all’Istituto Superiore di Sanità”.Per il comparto dell'ospitalità, Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, ha sottolineato come il tema sia ormai una priorità gestionale: “Il tema della legionella non può più essere considerato un aspetto tecnico secondario, ma una priorità gestionale che incide direttamente sulla sicurezza degli ospiti, sulla responsabilità degli imprenditori e sulla qualità complessiva dell’offerta turistica. Come Federalberghi riteniamo essenziale promuovere momenti di informazione e confronto che aiutino le imprese a orientarsi tra normativa, criticità operative e nuove soluzioni disponibili. È necessario compiere un salto di consapevolezza: la prevenzione non è un costo, ma un investimento strategico. Il nostro impegno è quello di accompagnare gli operatori in questo percorso, favorendo la diffusione di buone pratiche e contribuendo a innalzare il livello di gestione del rischio in tutto il comparto”. Anche Edoardo Oggianu, presidente di Confcommercio Gallura, ha invocato un approccio integrato: “Per garantire sicurezza alle imprese va tenuta in considerazione la gestione del rischio, in particolare nel caso della legionella, si richiede un approccio sistemico e integrato. Come Confcommercio ci impegniamo affinché le aziende ricevano informazioni sui rischi associati alla legionella e sulle modalità di prevenzione. È essenziale che il personale riceva una formazione e un supporto adeguati sulle migliori pratiche per la sicurezza e la salute propria e di tutti gli attori che fanno parte della quotidianità delle imprese”.Tuttavia, il pericolo maggiore risiede spesso in una falsa percezione di sicurezza. Roberto Cesaraccio, presidente del Comitato Piccola Industria Confindustria Sardegna, è stato categorico: “Oggi il vero rischio non è la legionella in sé, ma l’illusione di essere in regola. Il punto non è la presenza del batterio in sé — che può verificarsi anche in impianti apparentemente sotto controllo — ma la capacità della struttura di dimostrare una gestione efficace, continuativa e documentata nel tempo. Quando si verifica un caso di legionellosi, non è sufficiente esibire un documento. Ciò che viene valutato è l’intero sistema di gestione: manutenzioni, controlli, procedure operative, responsabilità assegnate. In altre parole, non conta solo 'essere in regola', ma aver fatto tutto il necessario per prevenire il rischio. Le conseguenze, in caso di evento, possono essere rilevanti sotto diversi profili: penale, economico e reputazionale”. A chiudere il cerchio è stata Ramona Cherchi, vicepresidente di Federalberghi Gallura, evidenziando il passaggio a soluzioni più moderne: “Il tempo e il denaro speso per il controllo della legionella non davano comunque la certezza matematica che prima o poi non si potesse presentare alla porta questo pericoloso problema. Abbiamo sempre prestato la massima attenzione e fortunatamente non abbiamo mai avuto alcun caso. Ciò non toglie che le vecchie procedure, oltre che essere onerose in termini di tempo ed in termini economici, non fornivano comunque la serenità totale rispetto all’obiettivo. Di contro, danneggiavano in modo importante tutte le condotte della struttura perché questo è quello che succede con costanti shock termici ed importanti quantità di cloro. Abbiamo optato per l’installazione di impianti con una tecnologia moderna, efficace e sostenibile, per l’ambiente e per le tasche dei gestori delle strutture”.
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