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Usa: analisti, pressioni inflazionistiche non preoccupanti

economia
AdnKronos
Roma, 11 ago. (Adnkronos) - Pressioni inflazionistiche non preoccupanti negli Stati Uniti. A sostenerlo in un report è Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di Ig Italia, una società che opera nel trading online, commentando l'andamento dell'inflazione negli Stati Uniti che ha luglio è cresciuta dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 5,4% rispetto allo stesso mese del 2021."Nonostante l’inflazione statunitense sia su livelli record dal 2008 - rileva l'analista - ha evidenziato un forte rallentamento nella crescita mensile. L’inflazione molto elevata ma che non supera valori considerati eccessivi rimane nel range di tolleranza della Fed soprattutto dopo l’introduzione dell’average inflation targeting. Il presidente del Federal Reserve System, Jerome Powell, potrà prendersi ancora tempo prima di cambiare le strategie monetarie in essere. Rimaniamo però dell’idea che una normalizzazione della politica monetaria arriverà presto sulle richieste non solo di alcuni membri hawkish del Fomc ma anche della stessa politica statunitense. Pensiamo che la Fed possa annunciare l’inizio del processo di tapering nel meeting del Fomc di settembre quando saranno comunicate anche le nuove proiezioni sulle principali variabili macroeconomiche". Ig Italia ritiene "che gli acquisti di Treasuries e Mbs saranno ridotti a partire da dicembre 2021 in modo graduale. Per il rialzo dei tassi d’interesse il sentiero è ancora lungo (ultimo trimestre 2022, primo trimestre 2023)". Sui mercati, osserva l'analista, "abbiamo assistito a un allentamento delle tensioni sulle pressioni inflazionistiche con un aumento degli acquisti su equity (future su Dow Jones e S&P500 su nuovi record assoluti) e con vendite sul dollaro. La coppia valutaria Eur/Usd ha mostrato un incremento di 30 pips da 1,1715 a 1,1745".

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