OLBIA. Il Tavolo delle Associazioni della Gallura (TAG) esprime forte e crescente preoccupazione per la situazione della sanità nel territorio gallurese, una situazione che giorno dopo giorno si fa sempre più critica e che rischia di compromettere seriamente il diritto alla salute dei cittadini. Si legge nella nota stampa del Tag: "La Gallura si trova oggi senza una dirigenza sanitaria pienamente operativa, a partire dalle principali figure apicali di governo del sistema (Direttore Generale, Direttori di struttura semplice e complessa che definiscono i percorsi diagnostico terapeutico, garantendo la gestione e il funzionamento clinico dei reparti, tutto questo in un contesto già segnato da una gravissima carenza di personale in tutti i reparti e in tutte le strutture del territorio.
• posti letto coerenti con i bisogni della popolazione e del territorio;
• qualità, continuità e accessibilità dei servizi sanitari pubblici.
La Gallura non può essere trattata come un'area marginale, né può continuare a pagare il prezzo di scelte rinviate, incomplete o dettate da logiche che nulla hanno a che vedere con la tutela della salute delle persone e con la dignità di un territorio. Per queste ragioni, il TAG promuoverà un incontro pubblico, chiamando tutte le istituzioni e i soggetti competenti a confrontarsi apertamente su una crisi che non può più essere affrontata in silenzio o a porte chiuse. La salute non può essere ostaggio dei tempi della politica. Ogni ritardo, ogni attesa, ogni decisione rimandata si traduce in un servizio non erogato, in una prestazione mancata, in cittadini che non ricevono le cure di cui hanno bisogno. Su questo tema non sono più accettabili rinvii. La priorità deve tornare ad essere una sola: la tutela della salute delle persone e la dignità di un territorio che chiede risposte immediate e concrete".
L'assenza di una guida stabile e di una chiara visione organizzativa sta aggravando una crisi che produce effetti concreti e quotidiani: allungamento inaccettabile dei tempi di attesa, anche per visite ed esami urgenti; riduzione di servizi e prestazioni in alcuni presìdi ospedalieri, un clima di incertezza che, in diversi casi, appare che appare sempre più come il presagio di un progressivo depotenziamento o di una possibile chiusura di servizi essenziali. Questa situazione non è più tollerabile. La crisi della sanità gallurese non è solo una crisi organizzativa, ma è anche una crisi strutturale legata alla cronica insufficienza di personale, alle difficili condizioni operative e alla mancanza di una programmazione capace di garantire continuità, qualità e sicurezza dei servizi. Quando operatori sanitari e personale di supporto sono costretti a lavorare in condizioni di sotto-organico e con carichi di lavoro insostenibili, i servizi inevitabilmente peggiorano e il diritto alla salute viene messo in discussione. Per queste ragioni il TAG chiede con forza alla Presidente della Regione Sardegna, che ricopre anche il ruolo di Assessore alla Sanità ad interim, di procedere nel più breve tempo possibile alla nomina della dirigenza sanitaria, restituendo al sistema una chiara responsabilità di governo e una capacità decisionale non più rinviabile. Allo stesso tempo sollecitiamo tutte le istituzioni pubbliche, regionali e locali, a prendere una posizione chiara e pubblica sulla grave crisi della sanità in Gallura.
Il territorio ha diritto a un riconoscimento reale e concreto in termini di:
• numeri adeguati di personale sanitario;• posti letto coerenti con i bisogni della popolazione e del territorio;
• qualità, continuità e accessibilità dei servizi sanitari pubblici.
La Gallura non può essere trattata come un'area marginale, né può continuare a pagare il prezzo di scelte rinviate, incomplete o dettate da logiche che nulla hanno a che vedere con la tutela della salute delle persone e con la dignità di un territorio. Per queste ragioni, il TAG promuoverà un incontro pubblico, chiamando tutte le istituzioni e i soggetti competenti a confrontarsi apertamente su una crisi che non può più essere affrontata in silenzio o a porte chiuse. La salute non può essere ostaggio dei tempi della politica. Ogni ritardo, ogni attesa, ogni decisione rimandata si traduce in un servizio non erogato, in una prestazione mancata, in cittadini che non ricevono le cure di cui hanno bisogno. Su questo tema non sono più accettabili rinvii. La priorità deve tornare ad essere una sola: la tutela della salute delle persone e la dignità di un territorio che chiede risposte immediate e concrete".
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione

