
Roma, 23 giu. - (Adnkronos) - “L’omicidio di Ilaria Sula è stato un delitto efferato che Mark Samson ha compiuto volontariamente, ma non l’ha uccisa in maniera premeditata, è stato un delitto d’impeto”. Lo ha detto l’avvocato Paolo Foti, difensore di Mark Antony Samson, reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata, Ilaria Sula, uccisa nel marzo dello scorso anno nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano, con tre coltellate al collo e abbandonata in una valigia in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. Per Samson, oggi assente in aula, il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e la pm Maria Perna alla scorsa udienza hanno chiesto la condanna all’ergastolo per le accuse di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, e di occultamento di cadavere. “Mark si era costruito uno ‘scudo’, una maschera, per apparire per quello che non era, una immagine che riflettesse lo stereotipo della società contemporanea - ha proseguito il difensore nella sua arringa nell’aula bunker di Rebibbia- E per fare questo ricorreva sempre alla bugia, quasi in modo compulsivo”. Ma se all’inizio Mark “si sentiva felice perché Ilaria lo aveva accettato per quello che era”, il ‘castello di bugie’ inizia a crollare quando lei scopre che Mark non aveva mai dato esami all’università e inizia a “prendere contatti con un altro ragazzo. È qui che il giovane “inizia a essere insicuro, geloso e inizia a spiare le attività di Ilaria sui social”. Per la difesa, la mattina del 26 marzo dello scorso anno, quando Samson vede Ilaria scambiarsi messaggi con un altro ragazzo, ha una “reazione psicogena abnorme” e scatena una “furia omicida”. Samson “merita una condanna per quello che ha fatto, quello che vi chiedo - ha concluso l’avvocato Foti rivolgendosi ai giudici della terza Corte di Assise di Roma - è di coniugare l’esigenza di verità e giustizia con quella del recupero sociale per l’imputato”.
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