OLBIA. A margine della presentazione dell'operazione "Mare Sicuro" a Porto Rotondo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha risposto alle domande dei giornalisti facendo il punto sullo stato delle infrastrutture e dei trasporti in Sardegna, toccando i temi caldi della rete ferroviaria, della continuità territoriale e delle politiche europee.
Il Ministro ha aperto il suo intervento respingendo le polemiche sul tema dei collegamenti ferroviari nel Nuorese: "Al di là delle mozioni della sinistra, è un tema su cui stiamo lavorando da qualche anno con Ferrovie dello Stato e Rete Ferroviaria Italiana, con diverse progettualità, quantificazioni di costi, tempi e tracciati". L'obiettivo dichiarato è quello di colmare un divario storico che isola il territorio dal resto del Paese: "Come Ministro ho dato l'indicazione di superare qualche decennio di fermo degli investimenti in Sardegna, perché Nuoro è l'unico capoluogo in tutta Italia che non è collegato alla rete ferroviaria nazionale. Quindi ho chiesto ai tecnici di valutare i diversi tracciati ipotizzabili e di quantificarmi i costi". Salvini ha poi precisato che l'iter richiederà tempo e il pieno coinvolgimento delle comunità locali: "Poi lascio che gli ingegneri facciano il lavoro degli ingegneri. Conto che a breve ci sia una soluzione, ovviamente condivisa con i territori, perché ogni nuova tratta ferroviaria — come ogni nuova strada — va a impattare sulle località. Ci sarà qualcuno d'accordo, ci sarà qualcuno meno d'accordo, e poi nell'accordo di programma con Ferrovie dello Stato troveremo il modo negli anni (perché una ferrovia non si fa in qualche mese) di avere anche le coperture economiche. Ringrazio tutti coloro che mi stimolano, però se andate a 'googlare', come dicono i ragazzi, è un impegno che mi sono preso già qualche anno fa".
Sollecitato dai cronisti sulla situazione della Gallura e i collegamenti nell'area di Olbia-Santa Teresa, il Ministro ha preferito non sovrapporsi ai rappresentanti locali: "Qui abbiamo l'onorevole Giagoni, che è l'esperto galluree per eccellenza, quindi non voglio, da autonomista, togliere il lavoro ad altri". Ha tuttavia voluto rimarcare l'ampia portata degli investimenti infrastrutturali sull'isola: "Posso dire che abbiamo cantieri aperti e progettazioni in via di conclusione in Sardegna che non hanno precedenti nella storia degli scorsi decenni. Parlo dell'autorità portuale, e non solo di Cagliari; parlo della rete autoportuale; parlo della continuità territoriale". Un passaggio chiave ha riguardato il blocco delle tariffe dei biglietti per i residenti, ottenuto grazie alla sinergia tra le istituzioni: "Devo ringraziare tutti gli enti locali, compresa la Regione, perché se non stiamo gravando aumentando il costo dei biglietti sui cittadini e sui sardi, nonostante la guerra e l'aumento dei costi, è perché tutti si sono messi a disposizione". Tra le priorità segnalate figurano anche le infrastrutture idriche: "Parlo dell'acqua, nel senso che ci sono oggi cantieri aperti sulle dighe sarde che erano fermi da tempo, per garantire il diritto all'acqua a tutti, sette giorni su sette. Ovviamente non riesci a fare in tre anni quello che non si è fatto in trent'anni, però sono contento. Diciamo che gli operai che stanno lavorando sono tanti e li ringrazio quotidianamente".
Rispondendo a una domanda sulla continuità marittima e il trasporto delle merci, Salvini ha espresso forte preocupazione per le ripercussioni delle tensioni internazionali sul caro-materie prime, che rischia di frenare l'esecuzione delle opere pubbliche: "Vi faccio un esempio molto concreto di cosa sta rischiando di bloccare alcuni cantieri anche in Sardegna: l'aumento del bitume. Il bitume per rifare le strade è aumentato del 60%. Quindi, o l'Europa mi permette di aiutare le imprese a sostenere quei maggiori costi, o altrimenti, in Sardegna e in Italia, io rischio di fermare le imprese che stanno riasfaltando le strade".
Sul fronte dei collegamenti via mare, il Ministro si è detto comunque ottimista dopo aver incontrato diversi operatori e imprenditori: "Ho incontrato diversi operatori sul trasporto merci e conto che la concorrenza abbassi i costi sia per le imprese sarde — che hanno bisogno della continuità — sia per i sardi che, per necessità, devono prendere o l'aereo o la nave. Non penso tanto ai turisti, ma proprio ai sardi. Penso che ci saranno risposte positive nonostante, ripeto, due maledette guerre in corso che stanno aumentando non solo il costo del carburante Ho incontrato personalmente alcuni imprenditori che sono disponibili ad avere un servizio migliore, con navi migliori, a prezzi che non aumentano".
Il titolare del Mit ha poi difeso le misure adottate contro il caro-carburante nel trasporto aereo, respingendo le pressioni delle compagnie dovute all'impennata dei costi energetici: "Intanto, ripeto facendo l'esempio del trasporto aereo, il jet fuel (il carburante per aerei) è quasi raddoppiato. Le compagnie da tempo, anche in Sardegna così come in altre regioni italiane, mi hanno chiesto — e dal loro punto di vista con ragione — di aumentare i prezzi: 'Ministro, aumenta i prezzi perché non ci stiamo dentro'. Grazie all'apporto di tutti, enti locali e Ministero, i prezzi sono fermi". Un equilibrio che, secondo il Ministro, resta legato agli scenari geopolitici globali: "Conto che lo stesso venga fatto per le merci, perché fare business in Sardegna, fare impresa in Sardegna, è più complicato che non farlo altrove. Diciamo che se quella che oggi è una fragile tregua diventerà una pace duratura, per me i problemi diminuiranno. Se invece continuerà il conflitto, sia in Iran che in Ucraina, dovremo essere molto bravi per non aumentare i costi".
In chiusura, interpellato sull'impatto della tassa europea ETS, Salvini ha riservato una dura critica alle politiche fiscali e ambientali dell'Unione Europea: "Che Bruxelles non abbia ancora deciso, in un momento internazionale complicato come questo, e che stia pensando di tassare ulteriormente il trasporto marittimo e il trasporto aereo significa vivere su Marte. Significa o capirci poco o essere in malafede". Secondo il Ministro, l'introduzione di simili regolamenti rischia di compromettere la competitività economica rispetto ai paesi extra-UE: "In questo momento si dovrebbero sospendere vincoli, tasse, divieti e regolamenti che danneggiano la mobilità in Italia. Anche perché se tassi le navi e gli aerei in Europa e non li tassi in Nord Africa, in Turchia o nel Vicino Oriente, semplicemente uno si sposta dall'Europa e va in Turchia o in Nord Africa. Quindi mi domando se a Bruxelles ci sono o ci fanno. L'ipotesi è che ci siano e ci facciano".
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