Polemiche sull'incendio a Golfo Aranci
Riunione operativa in Comune

di Davide Mosca


OLBIA. Chissà quanti, a Golfo Aranci, avranno aperto gli occhi questa mattina pensando a un brutto incubo. Sarebbe bello, purtroppo non e' così. il fuoco di ieri è vero e quelle fiamme bruciano ancora. Il Canadair della protezione civile è tuttora impegnato nelle operazioni di bonifica e spegnimento di alcuni focolai ancora attivi. Il vento di maestrale ha soffiato per tutta la notte e non accenna a smettere. Nel day after, le polemiche per i ritardi dei mezzi aerei e per i terreni non puliti hanno preso il centro della discussione. A partire dal sindaco Giuseppe Fasolino che, sul suo profilo facebook, alle prime luci dell'alba,  ha scritto: "È vergognoso. E' dalle 4.30 che brucia e ancora non è intervenuto il canadair. Non siamo in un Paese normale. I responsabili devono pagare". Fasolino ha poi annunciato per la mattinata una riunione oeprativa con l'assessore all'ambiente per valutare i danni e le azioni da mettere in campo. 

Già ieri,  il primo cittadino, impegnato a Roma per la manifestazione sulla Zona Franca, aveva affidato il suo disappunto a una nota stampa: "Non si può accettare una situazione come questa. Di fronte ad un'emergenza del genere il Canadir è arrivato con un'ora di ritardo. Questo incendio crea un grande danno ambientale  alla vegetazione e agli animali, ma cosa sarebbe successo se fosse capitato in una zona più abitata? Solo grazie all'intervento immediato dell'organizzazione a terra  (protezione civile, vigili del fuoco, barracelli, forestali e tutte le associazioni di volontariato) non ci sono stati danni ancora maggiori."  Sempre dalla pagina facebook, il primo cittadino ha poi fatto riferimento al guasto di un Canadair che non è potuto intervenire e alla indisponibilità dell'altro aeromobile e poi si è domandato: " Chi pagherà i danni ambientali? chi pagherà questi disservizi?". 

Dall'altra parte, sono ancora preoccupati i villeggianti e gli abitanti di via Marconi e del Residence Cala Moresca che lamentano una scarsa cura dei terreni circostanti, pieni di sterpaglie, quelle  da dove sono partite le fiamme. La signora Patrizia, originaria di Viterbo, ha così commentato l'episodio di ieri: "Io le dico solo una cosa. Ieri mattina ,io ho chiamato in Comune per chiedere un intervento di pulizia di questi terreni. Ero preoccupata, perché già l'anno scorso si era sviluppato,allo stesso modo,un incendio, poi fortunatamente spento subito. Quest'anno ce la siamo vista brutta e ancora non è finita. Per fortuna, le fiamme hanno scavalcato le case". Anche la nonna della piccola bambina di nove anni che,per prima, ha avvisato delle fiamme, è davvero arrabbiata per la trascuratezza della zona: "Noi segnaliamo sempre tutto. Qui c'è molta sporcizia  ed è facile che possa prender fuoco qualcosa. C'erano pure i bambini. Ci siamo spaventati moltissimo."

 Certamente, la macchina burocratica di autorizzazione di decollo dei Canadair appare ancora alquanto macchinosa, come ci dice uno dei responsabili della protezione civile presenti sul posto. Prima che gli aerei possano decollare, infatti, la segnalazione deve passare dalla sala operativa della protezione civile regionale di Cagliari, da questa transitare a Roma per l'autorizzazione al decollo che ha dei tempi tecnici, pur se di emergenza. Una mezz'ora circa tra preparazione e rullaggio. Ecco spiegato l'intervento dopo un'ora, nonostante le zone di interesse comunitario, come quella interessata, abbiano una sorta di priorità nelle autorizzazioni. 


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