Gran successo per la Messa da Requiem di Verdi in cattedrale a Tempio

L'evento a sostegno della ricerca sull'ictus
OLBIA. Applausi a scena aperta per la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi eseguita ieri nella Cattedrale di  Tempio dall'Orchestra Sinfonica della Sardegna, diretta dal Maestro Massimiliano Murrali, il coro “Luigi Canepa” di Sassari rinforzato per l'occasione con alcuni coristi del “Lorenzo Perosi” di Olbia e con la partecipazione di quattro solisti di fama internazionale. Un'esecuzione straordinaria che ha coinvolto oltre  120 musicisti ed estasiato il pubblico presente. Un pubblico composto da tanti appassionati giunti da Tempio e dalla Gallura, ma anche da tante persone che non avevano mai avuto l’occasione di assistere a una grande opera sinfonico corale e che hanno ascoltato con estrema attenzione e compostezza l’esecuzione,  molti dei quali in piedi per oltre un’ora.

«Fede e musica sono un connubio strettissimo – ha detto S. E. Mons. Sebastiano Sanguinetti in apertura di serata», convinto che sia compito della Chiesa anche quello di «favorire la vita culturale del territorio», in particolare dischiudendo «i tesori dell’arte cristiana, a cui appartengono non solo gli edifici e le suppellettili del culto, ma anche la musica sacra». Del resto lo stesso Verdi pose il suo genio al servizio delle antiche parole della liturgia funebre cattolica, affascinato dal testo sacro e dalla drammatica Sequenza di Tommaso da Celano, e confrontandosi espressamente con la grande tradizione della musica polifonica rinascimentale.
Il Requiem, frutto maturo del compositore di Busseto, fu presentato per la prima volta nella Chiesa di S. Marco a Milano il 22 Maggio 1874, in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni, per il quale Verdi nutriva un’autentica venerazione. Fu proprio la morte di quest’ultimo, che gli causò una profonda emozione e un sincero dolore, a spingere Verdi a completare un progetto di musica sacra che egli stava maturando già da diversi anni.

Il concerto, che ha voluto essere anche un'occasione di promozione e di solidarietà, è stato introdotto da un breve discorso del prof. Domenico Inzitari, presidente del comitato scientifico della Federazione ALICE Italia, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. A tal fine in Cattedrale è stato presentato al pubblico anche del materiale informativo.
La serata è stata possibile, oltre alla disponibilità della Diocesi, del parroco don Antonio Tamponi, e di tanti sponsors e volontari, anche grazie al finanziamento, in massima parte della statunitense REC Music Foundation, presieduta da Robert Ellis Crawford, che si occupa proprio di promuovere la cultura musicale in realtà di antica tradizione ma bisognose di rivitalizzazione.

«La serata di ieri, mercoledì 29, come anche le due prove generali di lunedì e martedì che il M° Murrali ha voluto aperte al pubblico e che sono state frequentatissime, sono un grande segno di speranza per la vita culturale della città e del territorio – ha affermato don Rinaldo Alias, vice parroco della Cattedrale e tra gli organizzatori dell'evento. In particolare sono motivo di gioia i tanti giovani che hanno partecipato al concerto: come esecutori e come attenti e incuriositi ascoltatori. Però, forse, dobbiamo anche farci delle domande. Che futuro dà ai nostri giovani che studiano e amano l’arte e la cultura il nostro territorio e il nostro paese? Fa una certa impressione che l’Orchestra e il Coro fossero composti interamente da musicisti locali, e che lo stesso direttore Murrali, Deus ex machina di questo evento, fosse in un certo senso espressione eccellente di quella grande filiera di artisti eccelsi che Tempio e la Gallura hanno espresso nella storia. Eppure se non fosse stato per il grande impegno finanziario della statunitense REC Music Foundation non si sarebbe mai riusciti ad ascoltare e far suonare queste grandi eccellenze locali. Da questo punto di vista la serata di Mercoledì 29 a Tempio – conclude don Rinaldo - deve essere per tutti noi un grande motivo di riflessione. Giuseppe Verdi una volta scrisse: “torniamo all’antico, sarà un progresso”. Non è una semplice laudatio temporsi acti.

È la consapevolezza che egli, che ha saputo lasciare una traccia indelebile nella storia della musica e della cultura, è partito dallo studio dei classici. Forse per andare lontano urge abbeverarsi alle fonti della nostra immensa tradizione di cultura, di arte, di pensiero, di civiltà, di fede.
Infine, un sentito ringraziamento ai piccoli e grandi sponsor che si sono adoperati a tal fine: in particolare la compagnia Meridiana, che nonostante il periodo economicamente difficile, ha messo a disposizione i suoi voli gratuitamente per i musicisti provenienti dall’estero; la ditta Viola & Co. Giardinaggi che ha curato l’allestimento della Cattedrale; il Teatro del Carmine che ha fornito un prezioso supporto logistico; le copisterie della città che hanno operato generosi sconti per la stampa delle locandine e dei programmi di sala; la parrocchia S. Pietro Apostolo che ha messo a disposizioni uomini e mezzi; i Lions Club di Tempio che hanno subito accolto con favore l’iniziativa; infine, i ragazzi dell’Oratorio don Mureddu che hanno lavorato nell’anonimato e senza chiedere compenso».

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