Tavolo tecnico camerale sui rischi ambientali nelle bocche di Bonifacio

OLBIA. Al via il primo tavolo tecnico delle imprese dopo l'incontro di martedì scorso in Camera di Commercio, a Sassari. Obbiettivi: coesione economica, programmazione futura e proposte di sviluppo. E individuazione delle emergenze. Una importante, emersa nei giorni scorsi è quella dei possibili disastri ecologici nell'area delle Bocche di Bonifacio -come quello accaduto a ottobre, con una vera e propria marea nera al largo della Corsica- che potrebbero essere causati da navi in transito che nella maggior parte dei casi non approdano nei porti del nord Sardegna. Per analizzare i problemi, ma soprattutto trovare le soluzioni che creino condizioni di sicurezza e sostengano al tempo stesso la movimentazione di passeggeri e merci sul nostro territorio sono necessarie analisi di contesto puntuali e la ferma volontà dei protagonisti, di chi può e vuole fare qualcosa. Come in questo caso.

Lo spunto lo ha dato la Cna Gallura e il suo presidente Benedetto Fois, che ha posto l'accento sul problema relativo alla sicurezza della navigazione nelle Bocche di Bonifacio  - specchio d'acqua nel quale transitano ogni anno circa 3500 navi di cui il 55 per cento ad alto rischio ed il 31 a medio alto rischio in uno stretto che secondo l'Organizzazione Mondiale del Mare è tra gli otto più pericolosi del pianeta- e nel Golfo dell’Asinara sollecitando un’azione condivisa. Navi di grande cabotaggio tracciano le loro rotte quotidianamente nelle acque del nord Sardegna ed è costante il rischio che possa accedere l’irreparabile. Rischio concreto sotto il profilo ambientale. Per dare seguito all’azione di spinta per la formulazione di ipotesi di cambiamento e di analisi rispetto a situazioni cui è necessario agire da sistema, la Camera di Commercio del nord Sardegna ha attivato un tavolo di confronto territoriale con il presidente dell’Autorità portuale della Sardegna, Massimo Deiana:” Il rischio c’è ed è costante, navigare nelle acque a nord dell’Isola non è semplice– esordisce Italo Senes, componente di giunta camerale e delegato al settore della nautica – i nostri ecosistemi, patrimonio naturale irriproducibile dell’arcipelago de La Maddalena e dell’Asinara non possono rischiare di essere colpiti da versamenti di carburante a seguito di un eventuale situazione di emergenza in mare. In più di un occasione si è rischiato che questo accadesse. E’ ora di trovare una soluzione, non tanto e non solo sotto l’aspetto normativo che seguiremo, ma soprattutto sotto il profilo operativo.”

Una preoccupazione condivisa da tutti i presenti all’incontro a partire dalle capitanerie di Porto Torres e La Maddalena a Fedepiloti, dai comuni di Santa Teresa e Porto Torres (ma anche La Maddalena e Bonifacio seppur assenti fisicamente con i loro sindaci), a Confindustria nord Sardegna, passando per Confartigianato Sassari, Federagenti, Area Marina protetta del Parco dell’Asinara, Assonautica, Piloti BSP e Fedepiloti. Navigare in quelle acque non è facile per tutta una serie di implicazioni e per poterle solcare sono necessarie esperienza e profonda conoscenza.
“Ecco il motivo per il quale abbiamo proposto l’idea di creare un supporto alla navigazione sicura attraverso i piloti- aggiunge Senes- che potrebbero “accompagnare” le navi nei punti più critici evitando perciò inutili rischi. Sarebbe la soluzione più efficiente, veloce e operativa per prevenire eventuali circostanze di emergenza.” Tutti i presenti hanno dimostrato di sostenere questa strategia ponendosi l'obbiettivo, già per gennaio, di individuare i passaggi necessari per poterla porre in essere in tempi brevi e definendo un incontro con i ministri competenti per l'Ambiente e le Infrastrutture.
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