Olbia, il PD contro Nizzi: "Le scelte politiche che hanno spento il centro fuori stagione"

OLBIA. Il Partito Democratico di Olbia, per voce del Segretario Pietro Spano, critica duramente l'annuncio del Sindaco Settimo Nizzi di voler applicare un "pugno duro" contro gli esercenti che chiudono per più di trenta giorni, minacciando la revoca delle autorizzazioni per il suolo pubblico.
Spano affida a una nota il suo disappunto e la sua interpretazione del problema, chiarendo la posizione del PD: "Il problema non sono le serrande abbassate, ma le scelte politiche e urbanistiche che hanno spento Olbia fuori stagione."
"Attribuire ai commercianti la responsabilità del silenzio del centro storico, continua il Segretario, significa ignorare le cause reali che da anni penalizzano la città. Non è una questione di volontà dei negozianti, ma è il risultato di una programmazione debole, di servizi insufficienti e di scelte urbanistiche poco sostenibili, che hanno progressivamente ridotto la vitalità della città oltre i mesi estivi. Da tempo assistiamo alla narrazione secondo cui il successo turistico sarebbe unicamente merito dell'azione amministrativa. Ma a sostenere la stagione sono innanzitutto le caratteristiche straordinarie del territorio — con spiagge e mare a due passi da porto e aeroporto — e i milioni investiti nei grandi eventi, che funzionano perché la Sardegna stessa è un attrattore naturale e rappresenta il grande evento. Eventi e attrattività, un vuoto fuori stagione. Da anni, infatti, non esiste un calendario diffuso e costante di eventi musicali, culturali o teatrali nei mesi non turistici, fatta eccezione per la sola settimana di Natale. Non c'è alcuna iniziativa costante nei quartieri, né alcuna strategia concreta per tenere viva la città durante l'inverno. Il centro storico è sempre meno accessibile e penalizzato. La mobilità è compromessa da mezzi pubblici che non arrivano realmente al cuore della città. Si assiste alla riduzione continua delle aree di sosta e alla dismissione dei parcheggi essenziali per utenti ed esercenti, mentre si registra un aumento spropositato del canone unico. Inoltre, l'apertura di nuove aree commerciali fuori dal centro, l'eliminazione delle insegne e l'obbligo di rimozione delle strutture coperte nei dehors completano un quadro di ostacoli. Un centro senza mobilità adeguata, senza parcheggi e senza servizi non può essere vivo. Non è una scelta dei commercianti, è l'effetto diretto della pianificazione comunale.Serve trasparenza sull'Imposta di Soggiorno. I proventi di questa imposta, pur essendo risorse pubbliche, non vengono investiti nella loro interezza in servizi, qualità urbana e attrattività fuori stagione. Per questo, il PD chiede che si apra un confronto reale con i Centri Commerciali Naturali per destinare queste risorse a interventi che rafforzino la vivibilità della città tutto l'anno.

Mentre le realtà statali e partecipate come Geasar, Autorità Portuale, CIPNES e UniOlbia stanno investendo concretamente sul futuro della città, resta inevasa la domanda che poniamo da anni: quando vedremo la stessa assunzione di responsabilità da parte del Comune? Quando vedremo la stessa operatività oltre gli annunci? Anche i cittadini, non solo gli studenti, attendono ancora la realizzazione delle aule universitarie promesse dopo l'acquisto del palazzo ex Upim, un elemento fondamentale se contestualizzato allo stato di degrado e inciviltà in cui versa il centro. Amministrare significa sostenere, facilitare, progettare e mediare soluzioni percorribili oltre le difficoltà, non scaricare responsabilità. La forza economica di Olbia non risiede nei grandi eventi o nelle alleanze politiche che la governano pro tempore, ma nel lavoro quotidiano di lavoratori e imprese che vivono la città tutto l'anno e che meritano servizi, programmazione e rispetto".
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