Il sindacato dei balneari esulta per proroga concessioni e attacca Nizzi

OLBIA. «L’estensione di 15 anni delle concessioni è vigente, nessuna procedura di infrazione Europea, nessuna sentenza della Corte di Giustizia Europea, procedere subito come indicato dalla Regione».  Il S.I.B – Sindacato Balneari aderente a Confcommercio FIPE, apprende con soddisfazione la firma della determina da parte della Regione Sardegna di presa d'atto dell'estensione di 15 anni delle concessioni demaniali prevista dalla legge di bilancio n. 145 del 30 dicembre 2018, a firma del direttore generale Umberto Oppus.
«Un particolare plauso e ringraziamento va al capogruppo della Lega in Consiglio Regionale on. Dario Giagoni, che si è speso con grande energia e determinazione per arrivare a una soluzione positiva di una vertenza che da anni tiene col fiato sospeso quasi 1000 piccole imprese sarde; questo suo impegno si è concretizzato prima con la mozione sul tema da lui presentata e approvata dal Consiglio Regionale lo scorso agosto e poi culminata oggi, grazie al suo incessante lavoro, con la firma della determina.

Ed un mio personale plauso va ai tanti dirigenti del SIB ed anche ad alcuni semplici associati che hanno speso insieme a me tanto del loro tempo negli ultimi mesi, sottraendolo alle loro famiglie ed alle loro imprese, per trovare una soluzione a questa giusta causa. Dobbiamo purtroppo esprimere grande rincrescimento per le parole del sindaco di Olbia Settimo Nizzi, che ancora una volta dimostra di non voler tutelare le imprese balneari olbiesi, ma di volere fare piazza pulita in maniera talebana, insistendo in una interpretazione della normativa a dir poco personale e assolutamente non in linea con le direttive di Forza Italia e creando grande imbarazzo tra gli esponenti di spicco del suo partito a livello nazionale.

Tutti gli imprenditori olbiesi devono chiedersi, all'interno delle proprie organizzazioni categoriali di appartenenza, quanto possa essere opportuno sostenere una sua ricandidatura.
Per questo risultato dobbiamo ringraziare comunque tutta la maggioranza di governo regionale, che ha mantenuto la promessa di tutelare il nostro patrimonio di piccole imprese balneari e familiari sarde, che altrimenti avrebbero rischiato in gran parte di finire nelle mani di grandi gruppi imprenditoriali e stranieri. Questo e non altro significa la famigerata direttiva Bolkestein, che il Sindaco Nizzi difende a spada tratta, “tutelare l'interesse di altre imprese comunitarie o continentali a potersi insediare sui nostri litorali al posto dei sardi».
La determina firmata oggi mette ordine in modo chiaro e coraggioso in una stratificazione legislativa e giudiziaria molto intricata, e lo fa con una logica di grande buon senso:
il documento riconosce che le disposizioni volute dall'ex ministro Centinaio nella legge di bilancio n 145 del 30 dicembre 2018, che fra le altre previsioni estendono di 15 anni la validità di una ampia platea di titoli concessori demaniali, sono tuttora perfettamente valide, non sottoposte ad alcuna procedura di infrazione Europea, ne dichiarate contrarie al diritto europeo da alcuna sentenza della Corte di Giustizia Europea.
A breve sarà adottato un DPCM dal governo nazionale, che emanerà le disposizioni di attuazione della legge per le Regioni costiere e segnerà un altro punto a favore per la continuità delle imprese balneari,
In questo quadro, nel quale si legge e si sente dire tutto e il contrario di tutto da giuristi spesso improvvisati e da politici e funzionari che si ergono a giudici senza che vi sia stato un processo, un quadro nel quale le stesse diverse sezioni del Consiglio di Stato si contraddicono (ma senza che nessuna sentenza abbia mai dichiarato illegittima la legge di estensione, che rimane vigente), la delibera firmata statuisce un principio di grande buon senso appunto, ossia che bisogna procedere come espressamente citato dalla legge, ovvero alla immediata estensione dei titoli demaniali
marittimi, al fine di poter permettere senza indugio al settore turistico balneare di poter vivere e svilupparsi, in un’ottica di tutela del patrimonio socio-economico del territorio ed di evitare ad esso danni irreparabili.
In altri termini, non si può pensare di danneggiare o espropriare con leggerezza 1000 imprese che danno la sussistenza a svariate migliaia di famiglie in Sardegna dando vita ad un blocco del settore e delle assunzioni, creando invece interminabili contenziosi ed azioni legali».

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