I siti archeologici sardi patrimonio dell'Unesco: prosegue la maratona per il riconoscimento

di Davide Mosca
OLBIA. Un risultato è stato già raggiunto.  L’entusiasmo per l’iniziativa e le possibili ricadute economiche sul territorio hanno prodotto un’unità di intenti da parte di tutte le istituzioni sarde che hanno avviato un percorso per la valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico dell’Isola. E non a caso riparte dalla Gallura e da Porto Cervo la lunga maratona per raggiungere uno dei traguardi più ambiziosi della Sardegna: il riconoscimento da parte dell’Unesco dei nuraghi e siti archeologici dell’Isola come patrimonio dell’Umanità. 

Nel corso di una conferenza stampa presso lo Yacht Club Costa Smeralda, infatti, è stato fatto il punto della situazione sull’iter procedurale per il riconoscimento alla presenza del sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, dell’assessore alla Cultura Valentina Geromino, di Michele Cossa presidente dell’associazione Sardegna verso l’Unesco, di  Giovanni Pileri, uno dei promotori dell’iniziativa e di Donatella Bianchi presidente del Wwf Italia e conduttrice di Linea Blu.

“L’idea dell’Aga Kahn -ha commentato il sindaco di Arzachena- era quella di valorizzare anche l’entroterra attraverso la Costa Smeralda. Ed è molto importante che parta da qui questo messaggio. Per noi è anche un momento particolare perché ci apprestiamo a festeggiare i cento anni dell’autonomia di Arzachena e già da tempo abbiamo avviato un percorso di valorizzazione dei nostri siti archeologici sulla scia del lavoro svolto da Michele Ruzzittu, uno dei padri dell’autonomia di Arzachena, che aveva investito grande interesse sui tesori antichi del territorio”. L’iter per il riconoscimento prevede diversi step e già dai prossimi mesi la Sardegna potrebbe esser inserita in quella che viene chiamata tentative list, da lì in poi -come ha spiegato il presidente dell’associazione Michele Cossa- dovrà partire un lavoro di documentazione scientifica per la creazione di un dossier da presentare. Il percorso è lungo, ma sono fiducioso”.

Valentina Geromino, assessore alla cultura del comune di Arzachena, parla del lavoro svolto dell’amministrazione: “Noi abbiamo aderito da subito in sede consiliare per un’iniziativa che poi ha unito tutti i territori della Sardegna. Arzachena è un territorio molto importante e c’è una stretta relazione tra l’archeologia e il nostro comune, per questo abbiamo stretto un accordo molto importante con il Cnr per attivare un progetto di ricerca. L’iniziativa per il riconoscimento dell’Unesco produce una maggiore consapevolezza di quanto ricchezza possediamo ed è un doveroso omaggio alla storia e all’identità della Sardegna”.

Testimonial d’eccezione, la presidente del Wwf Donatella Bianchi che è anche coordinatrice del sito Unesco delle Cinque Terre: “Un simile risultato si tradurrebbe in grandissime opportunità per tutti i territori e questo è innegabile. Ma quello che colgo come principio del riconoscimento è il concetto di eredità. Proprio qui in Sardegna dove è molto forte. Di padre in figlio affinché la cura, la custodia delle tradizioni rimangano in famiglia. Il sito è un’esigenza perché quell’eredità venga garantita alle generazioni future e perché quel patrimonio, solo in parte scavato e scoperto, venga valorizzato. Oggi tutto il popolo sardo lo vuole”. Sulla stessa linea anche Giovanni Pileri: “I beni dell’Unesco sono oltre 1250 e l’Italia ne ha ben 59. Prima in classifica nel mondo davanti a Cina e Germania. Questo fa capire l’importanza dell’iniziativa che aprirebbe un nuovo scenario di sviluppo integrato. L’idea è quella di pensare ad avere stagioni diverse oltre a quelle estive. Partendo dagli eventi di vela che si svolgono qui a settembre e proseguire con quelli legati all’enogastronomia e all’archeologia per proiettarsi in un circuito che arrivano tutto l’anno”.
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