Portorotondo Festival, questa sera Maria Giovanna Cherchi in concerto

OLBIA. Dopo l'appuntamento inaugurale con il coro Sos Astores di Golfo Aranci, diretto da Peppino Orrù, che ha affascinato i tanti appassionati e turisti accorsi in piazza San Marco, il ciclo settembrino di chiusura del Portorotondo Festival, organizzato dalla Fondazione Portorotondo, presieduta dal Conte Luigi Donà Dalle Rose, con il sostegno del Consorzio del borgo, presieduto da Leonardo Salvemini, della Regione Sarda, del Comune di Olbia e della Camera di Commercio di Sassari,  prosegue stasera, mercoledì 7, alle 20 sempre in piazza San Marco con un imperdibile appuntamento dedicato a Musica e Letteratura, evento che unirà le melodie di grandi interpreti con la presentazione di libri firmati da autori di fama nazionale. Protagonisti celebri e molto seguiti saranno per la musica la straordinaria voce di Maria Giovanna Cherchi, portabandiera del canto sardo in tutto il mondo, attualmente in tour per la presentazione del suo nuovo lavoro discografico intitolato “Sirena”, che proporrà alla platea gallurese anche i suoi successi storici che l'hanno fatta conoscere al grande pubblico in Italia e all'estero. Per la parte letteraria ci sarà un campione di vendite come Luca Palamara, l'ex magistrato autore di due best seller editi da Rizzoli, in testa per molti mesi nelle classifiche nazionali.

Il pubblico, guidato dall'avvocato Sergio Deiana, presidente dell'Associazione Giovani per Portorotondo,  che condurrà l'incontro, potrà ascoltare dalla viva voce del magistrato la sua esperienza come componente del Csm e rappresentante del sistema giudiziario italiano che ha voluto raccontare la sua versione dei fatti.
Gennaio 2021: arriva in libreria Il Sistema, il dirompente libro-confessione in cui Luca Palamara rivela ad Alessandro Sallusti la verità indicibile sulle correnti e la spartizione del potere all'interno della magistratura. Il libro non solo diventa ben presto il caso editoriale e politico dell'anno; avvia una reazione a catena di dimissioni, ricorsi, sentenze che non fa che confermare il racconto di Palamara.
Un anno dopo l'ex magistrato e il giornalista affrontano i misteri del "dark web" del Sistema, la ragnatela oscura di logge e lobby che da sempre avviluppa imprenditori, faccendieri, politici, alti funzionari statali, uomini delle forze dell'ordine e dei servizi segreti, giornalisti e, naturalmente, magistrati.
Logge e lobby che decidono se avviare o affossare indagini e processi e che, come scrive Sallusti, "usano la magistratura e l'informazione per regolare conti, consumare vendette, puntare su obiettivi altrimenti irraggiungibili, fare affari e stabilire nomine propedeutiche ad altre e ancora maggiori utilità. Per cambiare, di fatto, il corso naturale e democratico delle cose".
Esiste davvero la "loggia Ungheria", di cui farebbero o avrebbero fatto parte membri del Consiglio superiore della magistratura, imprenditori, generali della Finanza e dei Carabinieri, politici di primissimo piano? Perché, quando un faccendiere plurindagato e ben introdotto in troppe procure ne svela l'esistenza durante una deposizione, quel verbale finisce in un cassetto per due anni?
Ancora una volta, le rivelazioni sconvolgenti di Palamara smascherano un mondo parallelo dilaniato al suo interno da inconfessabili interessi, che agisce dietro le quinte, su binari di legalità formale, e si infiltra pericolosamente nelle crepe del sistema giudiziario.
Ingresso libero.
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