Malika Ayane canta De Andrè a l'Agnata e conquista il pubblico

di Davide Mosca
OLBIA. Cantare in questo contesto è certamente il sogno di tanti artisti. Perché è la prova delle prove. Confrontandosi con uno dei più grandi cantautori italiani, per omaggiarlo, per far rivivere quelle emozioni che solo lui era in grado di trasmettere con le sue parole e la sua musica. E quando si accede a l'Agnata sembra di entrare in un altro mondo, in un giardino segreto per pochi, amato e curato da Fabrizio De Andrè che come diceva “era stato scelto dalla Sardegna”. L'occasione per visitare questo luogo magico è l'appuntamento annuale con il Festival ideato da Paolo Fresu, il Time in Jazz, il pubblico è numeroso ed è sparpagliato sul prato che da una collina degrada fin sotto il palco posizionato sotto la villa avvolta dal verde. L'attesa è elevata, perché protagonista assoluta è una delle voci più belle e intriganti del panorama musicale italiano: Malika Ayane. 

A fare gli onori di casa, nemmeno a dirlo, Paolo Fresu e Dori Ghezzi che hanno accolto gli spettatori e dato il benvenuto. Ma la parola è passata ben presto alla musica e dalla musiche si è passati alle parole in un turbinio di suoni ed emozioni diretti da Malika Ayane che ha sempre un non so che di circense nel muoversi sulla scena, nel presentare i brani, nel gestire i suoi fantastici musicisti: Andrea Andreoli al Trombone, Stefano Brandoni alla chitarra, Raffaele Trapasso al basso e Phil Mer alla Batteria. 

E non a caso è spuntato fuori un cappello con all'interno i bigliettini con le canzoni da suonare per coinvolgere il pubblico. “Amore che vieni, Amore che vai”, “Disamistade”, “Ho visto Nina volare”, “Valzer per un amore”, “Geordie”, “Il Suonatore Jones”, il repertorio proposto fa gioire il pubblico e anche i musicisti che si divertono in arrangiamenti sofisticati ed eleganti che impreziosiscono i brano senza mai snaturarli e tra questi non poteva certo mancare la tromba di Paolo Fresu che trasforma qualsiasi cosa da bello in bellissimo. Alzando sempre l'asticella più in alto con suoni ancestrali ricercati grazie agli effetti utilizzati.   Malika Ayane non nasconde la sua emozione, ma di certo entra a pieno titolo nell'olimpo di quegli artisti straordinari che si sono esibiti qui prima di lei come Danilo Rea,  Rita Marcotulli e Maria Pia De Vito, Gianmaria Testa e Lella Costa, Ornella Vanoni, Morgan, Teresa De Sio, Cristiano De André, Gaetano Curreri, Daniele Silvestri. Come più volte ha dichiarato Dori Ghezzi “Chi vede una volta il concerto qui in questo posto unico al mondo, poi non lo dimentica più” ed è così perché sono tante le persone che non se ne perdono uno e sono tanti anche i giovani che sempre di più affollano questo appuntamento annuale. Dori Ghezzi ha poi raccontato di quando la produttrice discografica Caterina Caselli le chiese un parere su una Malika Ayane  agli esordi e lei non potè che esprimere il suo giudizio positivo su quella che riteneva già un grandissimo talento. E' stato poi il momento dei bis e il finale con il brano sicuramente più conosciuto e apprezzato “Come foglie” e gli applausi a scena aperta per uno spettacolo unico e indimenticabile. in mattiata l'artista è stata poi impegnata nella presentazione del suo libro d'esordio “Ansia da felicità”. Nell'ambito della rassegna letteraria del Time in jazz che è stata denominata “Time to Read” e in programma a “Sa Casara”, l'ex caseificio di Berchidda.
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