OLBIA. Il panorama dalla collina del Pevero, in Costa Smeralda, è tra i più iconici al mondo. Lo sguardo scivola dal verde curato del giardino di Casa Ghardaia verso una natura incontaminata, per tuffarsi nelle acque cristalline della baia del Cala di Volpe. In estate, il mare diventa un mosaico di sfumature azzurre e smeraldo, punteggiato dai più lussuosi yacht del pianeta. Casa Ghardaia non è una villa qualunque. Costruita negli anni '70 dall'architetto Michele Busiri Vici, uno dei padri dell'armonia architettonica della Costa Smeralda, fu commissionata da Dolores Guinness, moglie di Patrick Guinness, re della birra e fratellastro di Karim Aga Khan. Un luogo amato anche dal principe, che qui trovava pace e bellezza. Una dimora privata, ma al tempo stesso un monumento alla storia e al gusto, rimasto intatto per oltre mezzo secolo. Oggi, quella perfezione è stata incrinata. Proprio davanti alla villa sono sorti due imponenti ripetitori di telefonia mobile: colonne d'acciaio altissime, con antenne che si frappongono tra la casa e la vista su Cala di Volpe.
"Uno scempio", denuncia l'attuale proprietaria, Rita Magli, che ha aperto le porte della sua casa ai giornalisti per raccontare una battaglia lunga anni, combattuta tra ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Sentenze che hanno dato ragione ai colossi della telefonia, autorizzati a installare le antenne su un terreno privato al di fuori del territorio del Consorzio Costa Smeralda.
"Vorrei almeno spostare il ripetitore più invasivo – spiega – sono persino disposta a coprire i costi. Chiedo di incontrare i proprietari del terreno per trovare una soluzione. Mio marito comprò questa casa perché il panorama era aperto, senza alberi davanti. Ora, in pieno inverno, quando qui non c'è nessuno, hanno installato un'antenna nel mio giardino e un'altra sul confine. Abbiamo chiesto valutazioni sui rischi per la salute, ma ci è stato detto che, vivendo qui due mesi all'anno, l'esposizione non sarebbe nociva. Ma io voglio capire se questi parametri siano cambiati, visto che noi ora ci abitiamo sei mesi l'anno".
La Magli è legata a questa villa dal 1985: "Non abbiamo modificato nulla, è come quando l'abbiamo acquistata. A destra c'è un terreno ampio libero : spostando l'antenna lì, non credo si farebbe danno a nessuno. Questa casa è parte della storia della Costa Smeralda: qui veniva spesso anche l'Aga Khan. Mio marito la adorava, per noi ha un significato speciale. Sentire di essere stati violati, senza nemmeno essere avvisati, è doloroso". Il suo avvocato, Antonella Cuccureddu, ha tentato di avviare un dialogo con il Comune di Arzachena, ma la risposta risolutiva al momento non è arrivata. L'unico riferimento normativo, il Piano e Regolamento comunale delle antenne, risale al 2022, quindi successivo all'installazione.
Dietro questa battaglia c'è una donna con una storia straordinaria e una laurea in astrofisica. Vedova di Morris Magli, ultimo presidente dello storico calzaturificio di Bologna, la signora Rita è legata a un marchio che ha portato nel mondo l'eleganza italiana: il fondatore, Bruno Magli padre di Morris, inventò il tacco a spillo, e una delle sue creazioni è esposta al MoMA di New York.Da quando il marito non c'è più, la Magli dedica gran parte del suo tempo alla Fondazione Umberto Veronesi e da tredici anni organizza, nella sua villa, una serata di raccolta fondi per finanziare borse di studio per i giovani ricercatori impegnati contro i tumori nelle donne e nei bambini. "Umberto Veronesi mi convinse personalmente a impegnarmi come delegata per Bologna – ricorda –. Amo stimolare le persone a sostenere la ricerca. Ogni anno, qui, si respira tanta generosità". Oggi però, davanti a quel giardino che da decenni ospita eleganza, storia e solidarietà, si stagliano due torri d'acciaio. E Rita Magli, con la sua voce ferma, chiede solo una cosa: restituire a Casa Ghardaia il suo orizzonte e la sua bellezza.
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