OLBIA. La Gallura consolida la sua leadership incontrastata nel panorama dello yachting globale. Lo conferma il secondo studio del Cipnes Gallura sui dati Pelagus della Guardia Costiera, presentato a Milano, che non solo attesta una crescita straordinaria delle presenze, ma svela la mappatura esatta della ricchezza che sceglie la costa sarda, con implicazioni economiche sbalorditive per il territorio.
Nella stagione estiva 2025, il litorale del Nord Sardegna ha registrato ben 3.114 yacht unici, con un aumento del +15,8% rispetto all'anno precedente. Questa flotta, composta da 347 superyacht identificati, ha un valore complessivo stimato in 21,1 miliardi di dollari, ma il dato che cattura l'attenzione è il patrimonio aggregato dei loro proprietari, provenienti da 51 nazioni: 2.000 miliardi di dollari, una cifra che pone la Gallura come una delle maggiori concentrazioni di private wealth del Mediterraneo.
L'area di Porto Rotondo – Golfo Aranci si conferma una destinazione strategica, fungendo da porta d'accesso e di servizio per la flotta, attestando un traffico intenso che si integra perfettamente con quello della Costa Smeralda. La centralità di Olbia è, invece, sempre più legata ai servizi e all'industria: con il suo porto e l'aeroporto, rappresenta la piattaforma logistica e industriale fondamentale per supportare un traffico di queste dimensioni. I dati non riguardano solo l'attracco, ma la capacità del territorio di offrire servizi avanzati di refit, riparazione e rimessaggio, un settore che ha già generato un fatturato di oltre 73 milioni di euro in Sardegna. La presenza costante di questa clientela d'élite, che vede gli Stati Uniti in testa per numero di proprietari (72) e per ricchezza aggregata (794,7 miliardi di dollari), e gli Emirati Arabi Uniti al secondo posto (457,2 miliardi), non è più solo una questione turistica, ma un volano per gli investimenti. Lo studio Cipnes, nato in collaborazione con la Regione Sardegna per l'internazionalizzazione dell'industria nautica, punta proprio a trasformare la ricchezza di transito in capitali investiti nell'isola, sostenendo la filiera manifatturiera e dei servizi.
Il Dominio del Made in Italy
Nella stagione estiva 2025, il litorale del Nord Sardegna ha registrato ben 3.114 yacht unici, con un aumento del +15,8% rispetto all'anno precedente. Questa flotta, composta da 347 superyacht identificati, ha un valore complessivo stimato in 21,1 miliardi di dollari, ma il dato che cattura l'attenzione è il patrimonio aggregato dei loro proprietari, provenienti da 51 nazioni: 2.000 miliardi di dollari, una cifra che pone la Gallura come una delle maggiori concentrazioni di private wealth del Mediterraneo.
La Mappa del Lusso: Olbia, Costa Smeralda e il Ruolo di Porto Rotondo
L'analisi territoriale, basata sui movimenti di pleasure craft tracciati dal sistema Pelagus, evidenzia come la mobilità sia un tratto distintivo del turismo nautico d'élite. Ogni yacht, in media, visita circa 3,6 località del litorale. Tra i "punti caldi" della Gallura, l'area della Costa Smeralda (Liscia di Vacca – Porto Cervo – Cala di Volpe) rimane un epicentro cruciale. Sebbene La Maddalena sia la più visitata, la Costa Smeralda è il cuore iconico del lusso, con presenze costanti e una forte concentrazione di valore.L'area di Porto Rotondo – Golfo Aranci si conferma una destinazione strategica, fungendo da porta d'accesso e di servizio per la flotta, attestando un traffico intenso che si integra perfettamente con quello della Costa Smeralda. La centralità di Olbia è, invece, sempre più legata ai servizi e all'industria: con il suo porto e l'aeroporto, rappresenta la piattaforma logistica e industriale fondamentale per supportare un traffico di queste dimensioni. I dati non riguardano solo l'attracco, ma la capacità del territorio di offrire servizi avanzati di refit, riparazione e rimessaggio, un settore che ha già generato un fatturato di oltre 73 milioni di euro in Sardegna. La presenza costante di questa clientela d'élite, che vede gli Stati Uniti in testa per numero di proprietari (72) e per ricchezza aggregata (794,7 miliardi di dollari), e gli Emirati Arabi Uniti al secondo posto (457,2 miliardi), non è più solo una questione turistica, ma un volano per gli investimenti. Lo studio Cipnes, nato in collaborazione con la Regione Sardegna per l'internazionalizzazione dell'industria nautica, punta proprio a trasformare la ricchezza di transito in capitali investiti nell'isola, sostenendo la filiera manifatturiera e dei servizi.
Il Dominio del Made in Italy
A trarre vantaggio da questa concentrazione di prestigio è anche la cantieristica italiana. Ben 113 dei 347 superyacht identificati – ovvero il 32,6% della flotta – sono stati costruiti in Italia, superando Paesi Bassi e Germania. Cantieri come Benetti, Perini Navi e Sanlorenzo, rappresentano la scelta di armatori provenienti da 36 nazioni diverse. Ad esempio, gli yacht Benetti censiti in Gallura hanno un valore stimato di 1,24 miliardi di dollari. Questa leadership manifatturiera italiana si sposa con la visione strategica della Sardegna: il sostegno al corso di laurea in Ingegneria Navale a Olbia, attivato con l'Università di Cagliari, dimostra la volontà di formare professionalità in loco, garantendo che l'isola non sia solo il "salotto" del lusso, ma anche un polo d'eccellenza per la costruzione, la manutenzione e l'innovazione della nautica mondiale. La Gallura, insomma, non si limita a ospitare il lusso, ma si candida a esserne l'architetto e il fornitore di servizi di riferimento nel Mediterraneo.
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