SICUREZZA NELLE SCUOLE

Olbia, finestra cade su due alunni
Parla uno dei ragazzi feriti

di Antonella Brianda


OLBIA. “Non posso scrivere né giocare a pallone e non so quando mi toglieranno i punti dal dito”. Giorgio, nome di fantasia, ha 12 anni e frequenta la scuola media di Isticadeddu. Quando lo incontriamo ha la fasciatura alla mano, ma nonostante le ferita di oltre cinque centimetri, i punti e le medicazioni dolorose, non smette di sorridere. Perché i ragazzi sono così, sorridono anche quando non ci sarebbe niente da ridere e, con il candore di chi ancora non ha malizia o senso critico, prendono le cose così come vengono, senza chiedersi se alcuni episodio, come il suo per esempio, potevano essere evitati dagli adulti. Giorgio è uno dei due alunni che il 18 marzo scorso si è visto finire addosso una finestra della sua aula e per proteggersi il viso ha messo le mani nei vetri provocandosi una ferita al pollice destro che stenta a guarire nonostante siano passati dieci giorni. L’episodio è avvenuto in una normale mattinata di studio in classe e Giorgio lo racconta con serenità. 


Quando OlbiaNotizie ha scritto dell’accaduto, Giorgio ha letto l’articolo e ha voluto dire la sua, perché in fondo c’era lui in quella classe e solo lui può raccontare com’è andata. “Non è vero che ho dato una spallata alla finestra; io e il mio compagno di banco la stavamo chiudendo perché c’era corrente e ci è caduta addosso. Il mio amico mi ha voluto salvare e si è tagliato anche lui”, ha spiegato Giorgio. Mentre il ragazzo ci racconta i minuti concitati che hanno seguito l’infortunio, con le maestre che prontamente hanno portato fuori gli alunni e hanno provveduto a chiamare l’ambulanza, il papà di Giorgio è presente e tiene tra le mani il referto medico. “Non abbiamo voluto sporgere denuncia perché abbiamo fiducia nelle insegnati e nella preside, ma era giusto non sminuire quanto accaduto a mio figlio e al suo compagno di banco. Da quel giorno vado a lavoro con la preoccupazione di ricevere un’altra chiamata dalla scuola in cui mi si dice che a mio figlio è caduto qualcos’altro addosso”, ha affermato il genitore che ha concluso: “Ho cinque figli e voglio poter essere tranquillo quando li mando a scuola. La manutenzione, i controlli, le verifiche sullo stato degli edifici devono essere fatte, non ci si può passare sopra”. 

 

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SIDDURA TÌROS