Nasse abusive a Golfo Aranci, sequestro della Guardia Costiera

OLBIA. Giornata di intenso lavoro per l’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci e per il personale della Motovedetta CP 709 impegnata in attività di pattugliamento delle acque di giurisdizione. Infatti, durante l’attività di controllo ambientale e antinquinamento e controllo delle attività di pesca, la Motovedetta si è imbattuta in attrezzi da pesca collocati abusivamente. Apparentemente si trattava di una piccola pallina di plastica arancione, ma l’occhio vigile del personale ha intuito che potesse trattarsi di un vero segnale da pesca illegale. Infatti alla pallina di plastica era legata una cima a cui erano assicurate ben 98 nasse con rispettive esche. Il personale della Motovedetta provvedeva al recupero degli attrezzi abusivi e al trasferimento del materiale presso il Porto di Golfo Aranci.

Il personale provvedeva anche a liberare un centinaio di granchi, 10 polpi, e pescato vario per circa 10 kg, reimmettendolo in mare in quanto ancora vivo. Gran parte del pescato risultava anche sottotaglia minima. La fattispecie è anche verbalizzata con una sanzione amministrativa da 4mila Euro per collocazione di attrezzi non segnalati e non autorizzati. Alla suddetta attività si aggiunge anche il sequestro di un’altra rete di 25 metri, anch’essa non segnalata, recuperata nei giorni scorsi nei pressi della Spiaggia Bianca di Golfo Aranci, grazie alla collaborazione di un turista in attività di sub-watching che aveva rischiato di finirci impigliato. Gli attrezzi non segnalati sono molto pericolosi per la Sicurezza della Navigazione in quanto finiscono soventemente nelle eliche delle imbarcazioni. Inoltre, la pesca abusiva indiscriminata causa grave danno alla risorsa ittica e all’ambiente marino, ledendo anche l’immagine di chi svolge onestamente e con tanta fatica l’attività del pescatore, vera risorsa delle tradizioni marinaresche golfo-arancine.

L’ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci, coordinato dal Direttore Marittimo CV (CP) Maurizio TROGU, continua nelle attività di controllo delle attività di pesca e ricorda, in qualsiasi evenienza, il numero blu gratuito 1530 per le emergenze in mare, oltre ai consueti mezzi di comunicazione.

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SIDDURA MAÌA