Emozioni forti per il concerto di Allevi a Porto Rotondo

di Davide Mosca
OLBIA. Osannato e criticato. Da anni va avanti per la sua strada lastricata di tasti bianchi e neri conquistando i palchi di tutto il mondo. La sua musica e la sua filosofia sono stati racchiusi in un concerto straordinario a Porto Rotondo in occasione dei festeggiamenti per i 50anni dalla nascita del Consorzio. T-shirt, jeans e Converse possono bastare per sedersi al piano a coda e trasformare il Teatro Ceroli in una piccola navicella spaziale. Tutti a bordo e pronti per un viaggio in giro per il mondo con il musicista a fare da Cicerone tra i meandri delle sue esperienze, dal Giappone agli Stati Uniti. Panic, Downton, No More Tears, Back to Life, Come to Me, Asian Eyes: i brani si susseguono uno dietro l’altro leggeri come la risacca del mare in una tranquilla serata d’estate. Allevi è generoso e presenta le sue composizioni  tra ansie e paure che sono diventate, poi, i suoi punti di forza. Divertente e irriverente anche quando stacca le mani dagli 88 tasti ha intrattenuto il pubblico presente per più di un’ora e mezza senza risparmiarsi. Asian Eyes, It doesn’t work, Vento d’Europa, Vento degli Dei, Go in the Flow, Qui Danza, Prendimi, Come sei veramente hanno chiuso un concerto sotto le stelle che rimarrà nella storia di Porto Rotondo. Particolarmente emozionante anche la premiazione che ha preceduto l’evento. Il Conte Donà Delle Rose, infatti, ha voluto consegnare sul palco dei riconoscimenti a chi Porto Rotondo l’ha costruita: operai, manovali e imprenditori che sin dagli albori hanno contribuito a rendere quel borgo uno dei posti più belli del mondo.

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