Ordigno bellico nei fondali della prima spiaggia di Golfo Aranci, allarme rientrato

OLBIA. Presso la Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci è giunta, nella giornata di ieri, la segnalazione della presenza di un presunto ordigno bellico a circa 250 metri dalla Prima Spiaggia del Comune di Golfo Aranci. A fare la segnalazione un noto diving locale, il quale forniva le coordinate del punto e materiale fotografico. Immediatamente, il Comandante T.V.(CP) Angelo Filosa coordinato dal Direttore Marittimo del Nord Sardegna C.V.(CP) Maurizio Trogu, disponeva l’effettuazione di verifiche al fine di tutelare la pubblica incolumità e la sicurezza della navigazione e della balneazione. Da qui la richiesta alla Prefettura di Sassari di disporre l’impiego del Nucleo Subacquei della Marina Militare per le verifiche di rito. Nel frattempo il Comandante Filosa emanava l’Ordinanza 27-2020 di interdizione dello specchio acqueo ed impiegava la Motovedetta CP709 per allontanare tutte le imbarcazioni dal luogo in cui si trovava l’oggetto da verificare.

Pertanto, nella giornata odierna su disposizione della Prefettura di Sassari sono intervenuti i sommozzatori del nucleo SDAI della Marina Militare che, assistiti dalla Motovedetta CP709 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci, hanno provveduto, con personale altamente specializzato, a verificare la natura dell’oggetto presente a circa 6 metri di fondale in Prima Spiaggia.

A seguito delle qualificate verifiche è stato possibile tirare un sospiro di sollievo in quanto è stata esclusa la natura bellica dell’involucro di metallo rinvenuto. A seguito del rientrato allarme il Capo del Circondario Marittimo di Golfo Aranci ha potuto ripristinare le attività nell’area interdetta.
L’area del Nord Sardegna è stata storicamente oggetto di numerosi scontri navali, pertanto è possibile imbattersi, dagli amatori dei fondali marini, nel rinvenimento di oggetti la cui natura è da accertare. In tale evenienza, come fatto dal diving di Golfo Aranci, occorre immediatamente allertare la Guardia Costiera, che grazie al celere intervento di tutti gli Enti è riuscito, in meno di 24 ore, a verificare e chiarire la natura dell’oggetto, garantendo in tal modo la sicurezza di bagnati, dei diportisti e dell’utenza marittima in generale.
Per qualsiasi evenienza, si ricorda il numero blu gratuito 1530 per le emergenze in mare, oltre ai consueti mezzi di comunicazione.

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione