Olbia-Piacenza, il commento di Giandonato

OLBIA. Un tour de force come probabilmente non si era mai visto attende l'Olbia da qui al 7 marzo con ben sei partite da disputare e una svolta che i bianchi devono giocoforza cercare di imprimere a un campionato.
Il primo ostacolo sarà rappresentato dl Piacenza di Cristiano Scazzola, tecnico subentrato a Vincenzo Manzo dalla 21ª giornata che ha conquistato 7 punti in 4 partite: "Il buon momento che sta attraversando il Piacenza" spiega Manuel Giandonato nel corso della videoconferenza con i cronisti "non ci deve far paura, anche perché in questo campionato abbiamo dimostrato di saper affrontare alla pari qualsiasi quadra. Dobbiamo certamente rispettare gli avversari, ma pensare a imporre il nostro gioco e a far capire al Piacenza che lotteremo su ogni singolo pallone".

Il play bianco guarda alla partita con grande fiducia e convinzione: "Le ultime quattro partite disputate rappresentano un po' il paradosso della nostra stagione. Abbiamo offerto le migliori prestazioni stagionali e abbiamo raccolto appena un punto. A Livorno, fatta eccezione per il breve momento attraversato il primo al secondo gol subito, in campo c'è stata solo una squadra, l'Olbia". Davanti, un calendario fitto di partite e la consapevolezza di dover risalire presto la china: "Non è una frase fatta, ma in questo momento l'unico nostro pensiero deve essere il Piacenza perché quello di domani è uno scontro diretto. Siamo consapevoli della nostra forza e anche delle lacune che dobbiamo appianare. Dovremo scendere in campo senza cali di tensione, con uno spirito battagliero che salti le nostre caratteristiche".
Dall'Ardenza si è tornati a casa con un solo punto, segno che nella squadra c'è ancora qualcosa da registrare: "Indubbiamente. L'approccio a Livorno è stato quello giusto, bisogna analizzare le cose con lucidità. Siamo tutti convinti di essere sulla strada giusta, ma per svoltare dobbiamo migliorare in quella componente che possiamo chiamare in tanti modi diversi: furbizia, ignoranza, veleno, ignoranza e che è necessaria per portare a casa le vittorie. Questo elemento ci vuole sempre, non solo nei minuti di recupero. Se - fa mea culpa il centrocampista - Giandonato non fa fallo al limite dell'aria, per esempio, il Livorno non chiude il primo tempo in vantaggio. Non solo i giovani, quindi: tutti dobbiamo imparare a leggere meglio le situazioni di gioco".
Contro il Piacenza l'Olbia non penserà a snaturarsi: "Questa squadra non ha nei propri giocatori le caratteristiche per giocare come giocavamo l'anno scorso. Questa squadra, lo ripeto, ha interpreti che hanno bisogno di giocare e sentire la palla nei piedi. La ricerca del gioco è una nostra arma e sono convinto che in questo girone di ritorno siamo stati capaci di abbinare alla qualità anche la cattiveria e l'agonismo. Anche per una serie di episodi sfortunati abbiamo raccolto poco e per questo non dobbiamo tornare indietro".

Arrivato a gennaio dell'anno scorso, Giandonato è presto diventato uno dei leader dello spogliatoio oltre che tecnico: "Questo mi onora e responsabilizza. Ma ci sono anche Emerson, La Rosa, Cocco e il capitano Pisano, anche se lui purtroppo non sarà dei nostri per un po' di tempo. Tutti noi siamo qua per trasmettere ai ragazzi più giovani quello che serve a maturare. Teniamo presente però che il processo di crescita non ha una scadenza e non è lineare e uguale per tutti".
Domani Giandonato sarà uno dei due ex di giornata (l'altro, nelle file del Piacenza, è Alessio Miceli): "Per mia parte è stata un'esperienza che non ha funzionato per come avrei voluto. Probabilmente non c'è stato il feeling giusto, a volte succede nel corso di una carriera".

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