Giallo delle scie tra Olbia e Siniscola: i radar porterebbero ai jet per l'addestramento dei top gun

OLBIA. È il tema che da ore tiene banco sui social di  Olbianotizie: il mistero degli aerei che hanno "disegnato" il cielo sardo sembrerebbe avere finalmente una spiegazione tecnica. Le segnalazioni, documentate con foto e video dai nostri lettori, hanno coperto un'area vastissima della Sardegna, partendo da Olbia, San Teodoro e Budoni per scendere lungo la costa verso La Caletta, Posada, Orosei e arrivando persino a Cagliari. Secondo alcune analisi effettuate sui tracciati storici dei sistemi di monitoraggio aereo, i protagonisti delle spettacolari evoluzioni sarebbero i velivoli  T-346A Master (M346) in forza all’Aeronautica Militare Italiana. I jet sarebbero decollati dalla base di Decimomannu, sede dell’International Flight Training School (IFTS), centro d'eccellenza globale dove si addestrano i piloti destinati ai caccia di ultima generazione.

 Molti utenti hanno segnalato alla nostra redazione l'impossibilità di tracciare i velivoli sulle comuni applicazioni di volo civile, un fenomeno che sarebbe spiegabile con la natura militare delle operazioni. Durante determinate esercitazioni, i piloti sarebbero infatti autorizzati a disattivare il transponder, ovvero il dispositivo che comunica la posizione ai radar civili, o a operare in modalità non visibile ai sistemi commerciali come Flightradar24. Tali procedure, regolarmente autorizzate all'interno di aree di spazio aereo riservato, servirebbero a garantire la massima sicurezza delle manovre tattiche e la necessaria riservatezza dell'addestramento.

 La particolare persistenza delle scie, che ha permesso di osservare nitidamente i cerchi concentrici intrecciati tra loro, dipenderebbe inoltre dalle specifiche condizioni meteorologiche presenti ieri in alta quota. La forte umidità avrebbe impedito l'evaporazione immediata dei gas di scarico dei motori, che si sarebbero cristallizzati istantaneamente trasformandosi in nuvole artificiali. In questo scenario, l'umidità avrebbe agito come un vero e proprio "inchiostro atmosferico", rendendo visibile dal suolo ogni singola manovra che, in condizioni d'aria più secca, sarebbe rimasta del tutto invisibile all'occhio umano.

Le manovre circolari sarebbero dunque riconducibili ad attività addestrative di tipo tattico, durante le quali i piloti effettuerebbero simulazioni di combattimento o procedure di attesa. Si tratta di un'attività complessa che, grazie alla combinazione tra manovre militari e fattori climatici, ha regalato uno spettacolo insolito a migliaia di sardi. I canali social di Olbianotizie sono stati letteralmente inondati da centinaia di commenti e segnalazioni: vogliamo ringraziare i tantissimi lettori che da Olbia, San Teodoro, Budoni, La Caletta, Orosei, Posada e Cagliari hanno inviato materiale prezioso. È stato proprio grazie a questo incrocio di testimonianze che è stato possibile risalire a quella che parrebbe essere la soluzione del rebus. Nonostante non vi siano ancora conferme ufficiali dagli enti competenti, e difficilmente arriveranno. i dati tecnici indicherebbero con forza che i cieli isolani siano costantemente utilizzati come area di addestramento avanzato per i futuri piloti "Top Gun".

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