OLBIA. La carta ha un profumo che non sbiadisce, un’essenza che sa di promesse e di mondi ancora da abitare. È quella meraviglia tattile, fatta di pagine appena schiuse e caratteri che danzano sotto lo sguardo, a dare corpo a sogni, illusioni e speranze. Sabato 18 aprile, questa magia è tornata a essere protagonista al Conference Center di Porto Cervo, teatro del Premio Costa Smeralda 2026, un appuntamento che celebra la letteratura come forma altissima di conoscenza e piacere. Proprio sul concetto di piacere si è soffermato l’ospite d’onore, il fuoriclasse spagnolo Javier Cercas. Ricevendo il Premio Internazionale, lo scrittore ha paragonato la lettura al sesso: un atto di godimento profondo, ma anche uno strumento per decifrare l’esistenza. «Per questo — ha confessato Cercas con un pizzico di ironia — quando qualcuno mi dice che non gli piace leggere, mi viene voglia di fargli le condoglianze». Scrivere, per lui, significa indagare l’enigma, porsi domande a cui non sempre è necessario rispondere, ma che è vitale formulare per esplorare l'animo umano e lo spirito della storia. La cerimonia, condotta dalla giornalista Roberta Floris e promossa dal Consorzio Costa Smeralda sotto la direzione artistica di Stefano Salis, ha incoronato Niccolò Ammaniti vincitore della sezione Narrativa con il romanzo Il custode. La giuria ha lodato la sua capacità di tessere un racconto dove il mito della Medusa si scontra con la modernità di OnlyFans e la quotidianità di un borgo siciliano, inserendo l'opera in quella nobile tradizione del fantastico italiano che sa far ridere e riflettere allo stesso tempo. Accanto a lui, Adriana Cavarero si è aggiudicata il premio per la Saggistica con <i data-path-to-node="2" data-index-in-node="602">Il canto delle sirene, un viaggio filosofico che rilegge il mito di Ulisse attraverso una prospettiva femminile colma di sapienza e acume. Presenti Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, e di Stefano Salis, direttore artistico del Premio. È in questa cornice d'eccezione che sono stati rivelati i vincitori assoluti delle sezioni principali, selezionati da una giuria di altissimo profilo composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio.
Oltre ai successi letterari, il palco di Porto Cervo ha reso omaggio a figure che hanno segnato la cultura contemporanea e l’identità nazionale. Se a Javier Cercas è andato il riconoscimento internazionale per la sua capacità di sfidare i confini tra realtà e finzione, il Premio Cultura del Mediterraneo è stato assegnato al Maestro Emilio Isgrò. Le sue celebri "cancellazioni" sono state celebrate come un atto creativo capace di abbattere confini e costruire ponti, restituendo al Mediterraneo la sua natura di oceano di civiltà. In un momento di grande emozione, il Premio Speciale è stato infine consegnato all’Ammiraglio Giuseppe Lai: già al comando dell’Amerigo Vespucci, Lai ha portato l’orgoglio della sua Sardegna in ogni continente, incarnando quel valore della perseveranza che è il cuore stesso della missione della celebre nave scuola. Ai vincitori è stata consegnata un’opera esclusiva dello scultore Giuseppe Sanna, realizzata con pietre locali a simboleggiare il legame indissolubile tra la cultura e la solidità del territorio sardo. Tra l'eleganza della Costa Smeralda e la profondità dei dialoghi, l'evento si è concluso confermando la centralità della parola scritta in un mondo dominato dagli schermi, ricordandoci che leggere resta, ancora oggi, il modo più intenso per conoscere ciò che non sappiamo.
Oltre ai successi letterari, il palco di Porto Cervo ha reso omaggio a figure che hanno segnato la cultura contemporanea e l’identità nazionale. Se a Javier Cercas è andato il riconoscimento internazionale per la sua capacità di sfidare i confini tra realtà e finzione, il Premio Cultura del Mediterraneo è stato assegnato al Maestro Emilio Isgrò. Le sue celebri "cancellazioni" sono state celebrate come un atto creativo capace di abbattere confini e costruire ponti, restituendo al Mediterraneo la sua natura di oceano di civiltà. In un momento di grande emozione, il Premio Speciale è stato infine consegnato all’Ammiraglio Giuseppe Lai: già al comando dell’Amerigo Vespucci, Lai ha portato l’orgoglio della sua Sardegna in ogni continente, incarnando quel valore della perseveranza che è il cuore stesso della missione della celebre nave scuola. Ai vincitori è stata consegnata un’opera esclusiva dello scultore Giuseppe Sanna, realizzata con pietre locali a simboleggiare il legame indissolubile tra la cultura e la solidità del territorio sardo. Tra l'eleganza della Costa Smeralda e la profondità dei dialoghi, l'evento si è concluso confermando la centralità della parola scritta in un mondo dominato dagli schermi, ricordandoci che leggere resta, ancora oggi, il modo più intenso per conoscere ciò che non sappiamo.
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