Digitale: Catania, no a frammentazione nazionale delle regole

economia
AdnKronos
Roma, 7 lug. (AdnKronos) - "Riteniamo che non ci sia un solo motivo che giustifichi l’adozione di leggi particolari italiane per disciplinare un mercato che è concorrenziale e di dimensione europea e, anzi, globale. La neutralità della rete è assicurata dalle norme comunitarie e dai poteri di Agcom". E' di netta contrarietà la posizione di Confindustria Digitale espressa dal presidente Elio Catania, sul disegno di legge sulla neutralità di reti e piattaforme (noto come ddl Quintarelli), che il Senato si appresta a discutere dopo il passaggio del testo alla Camera."Il voler stabilire la neutralità per le piattaforme digitali in modo unilaterale -rileva- sarebbe una violazione delle regole europee previste per le norme tecniche nel mercato unico. Invitiamo pertanto il Parlamento e il Governo a valutare attentamente l’opportunità di dar seguito a questo testo di legge, considerando che l’effetto di chiusura del mercato nazionale produrrebbe un danno sia per i consumatori che per i processi di digitalizzazione in corso nel Paese e che il rischio di infrazione comunitaria è altissimo".Secondo la Federazione, che ha inviato anche una memoria a Bruxelles dettagliando sia sotto il profilo tecnico che del diritto Ue i punti di criticità e di incompatibilità presenti nel disegno di legge, l’eventuale inserimento della norma nell’ordinamento italiano andrebbe in sostanziale sovrapposizione a un corpus comunitario sulla neutralità della rete in sé compiuto con l’approvazione, il 30 agosto 2016 da parte del BEREC, delle Linee guida per le Autorità indipendenti nazionali.

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