Gallura, crisi idrica senza precedenti
Consorzio di bonifica: "La Regione dia risposte concrete"

di Davide Mosca
OLBIA. Dopo una stagione autunnale e invernale caratterizzata dalle alte temperature e dalle scarse precipitazioni, la stagione irrigua prosegue a fatica. Per ovviare ai bassi livelli d’acqua presenti all’interno della diga del Liscia da una parte il Consorzio di Bonifica della Gallura chiede a tutta l’utenza consortile di rispettare il programma delle turnazioni previsto per l’irrigazione, dall’altra continua a proporre alla Regione Sardegna tre soluzioni per porre fine a questa situazione.

«Il primo intervento – dichiara Marco Marrone, presidente del Consorzio di Bonifica della Gallura – è il recupero delle acque reflue: attualmente gli impianti sono a norma e le opere sono collaudate, manca solo la certificazione che consentirebbe al Consorzio di utilizzare i circa sei milioni di metri cubi d’acqua che sono inutilizzati. Il secondo è l’intercettazione dell’acqua del rio Padrongianus nel Comune di Olbia e l’ultimo riguarda l’intercettazione delle acque in località Monte Tova sul fiume Liscia nell’area di Arzachena».

Il problema principale che caratterizza il territorio gallurese è la presenza di un solo bacino di raccolta. La Diga del Liscia, finita di costruire nel 1962, non è più in grado di soddisfare il fabbisogno di una popolazione in costante aumento e le prospettive reali di una diminuzione di acqua piovana non consentono una programmazione a lungo termine. L’unica soluzione per placare la sete d’acqua della Gallura e per assicurare una pianificazione nella gestione e nella distribuzione della risorsa idrica è quella di effettuare delle opere di captazione dell’acqua a valle.

Oltre al problema della siccità, in questi giorni il Consorzio di Bonifica della Gallura si  trova costretto a dover subire quanto previsto dalle leggi regionali. Infatti, dopo anni di ruoli contenuti, l’Ente di gestione della risorsa idrica sarà costretto a richiedere ai propri consorziati un contributo spesa (esercizio, manutenzione e funzionamento) influenzato dalle mancate sovvenzioni previste dalle citate leggi regionali.

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SIDDURA MAÌA