L'Olbia a caccia del colpaccio con il Piacenza

OLBIA. Altro che gita fuori porta. Perché se da una parte c'è in palio un biglietto per il paradiso, dall'altra c'è la possibilità di essere giudici di un campionato arrivato alle battute conclusive. Piacenza-Olbia sarà senza ombra di dubbio una delle due (l'altra sarà Juventus U23-Entella) partite di cartello della 37ª giornata del girone A. Perché gli emiliani, nuovi padroni del girone, volano sulle ali dell'entusiasmo dopo aver battuto i liguri nello scontro diretto di martedì, mentre l'Olbia è pronta a recitare il ruolo di scomodo ospite in un "Garilli" che si preannuncia, nell'afflusso previsto, vicinissimo ai fasti di un tempo.

"Andremo a giocare in uno scenario importante davanti a oltre nove mila persone e, anche per questa ragione, non intendiamo prestarci al ruolo di vittime sacrificali" sono le prime parole rilasciate dal mister dei bianchi Michele Filippi alla vigilia dell'incontro. "Siamo chiamati a giocare la partita giusta - prosegue il tecnico - e lo faremo mettendo in campo tutte quelle che sono le nostre armi".

La ricerca delle motivazioni è intrinseca nella stessa possibilità di poter disputare una partita del genere, come spiega Filippi: "Andare a giocare in un contesto di quel tipo è fortemente motivante. Certo, sappiamo che si tratta di uno scontro proibitivo sia per quella che è la classifica del Piacenza sia per il momento della stagione, ma per noi sarà una prova importante in vista del prossimo futuro. Giocheremo contro una squadra costruita per vincere il campionato, pragmatica e votata alla ricerca del risultato prima di qualsiasi altra cosa. Non per questo siamo spaventati, anzi".

Sollecitato, il tecnico torna quindi sulla partita giocata contro il Novara. Una buona gara che tuttavia non ha riconciliato il Nespoli con la raccolta di punti da parte dell'Olbia: "Non sono d'accordo con chi dice che si sia trattata di una gara negativa. Tutt'altro, anche dopo l'analisi a freddo posso dire che la squadra ha interpretato bene il match, giocando i primi 25 minuti del primo tempo su un ottimo livello e una ripresa guardinga che non ci ha premiato per quanto avremmo meritato. Capisco però la delusione di chi soffre sugli spalti, questo è un campionato davvero difficile. Il Novara è nono in classifica con una rosa di giocatori che l'anno scorso avrebbe lottato per la vittoria del campionato".

Quindi qualche concessione in merito a un primo bilancio stagionale: "Le aspettative di inizio anno contano, ne sono consapevole, ma bisogna riconoscere alla squadra il merito di aver sempre provato a giocare a calcio e con la forza delle proprie idee di essere riuscita a tirarsi fuori dalla zona calda, anche nei momenti più complicati". Un ottimo punto di ripartenza per la squadra più giovane d'Italia: "Abbiamo ricevuto applausi e complimenti in tanti campi del nostro girone, quello che hanno saputo fare i ragazzi da gennaio, in una situazione critica, non era per niente scontato".
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SIDDURA MAÌA