Goletta Verde in Sardegna per le analisi delle acque, bene tutta la Gallura

OLBIA. È bene ricordare che il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. Il monitoraggio delle acque in Sardegna è stato eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente dal 22 al 25 luglio scorsi.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Quattro i punti giudicati “fortemente inquinati” in Sardegna: sulla foce del Rio Mannu, in località Portixeddu, nel territorio comunale di Buggerru (Sud Sardegna), risultato rispettivamente “inquinato” e “fortemente inquinato” nel 2018 e nel 2017; sulla foce del corso presso via Garibaldi a San Giovanni di Alghero (Sassari), sempre risultato “fortemente inquinato” nei campionamenti degli ultimi cinque anni; sulla foce del Rio Cuggiani a Valledoria, in provincia di Sassari (risultato analogo lo scorso anno, mentre nel 2017 era risultato “inquinato”) e sulla foce del Rio Foxi a Quartu Sant’Elena (Cagliari), risultato per il secondo anno consecutivo “fortemente inquinato”.

Giudicato invece “inquinato” anche un secondo punto di campionamento sempre in località San Giovanni ad Alghero, presso i Bastioni Cristoforo Colombo, nei pressi di Torre Sulis. Tutti entro i limiti di legge gli altri 24 punti campionati lungo le coste dell’isola dai tecnici di Goletta Verde.

“Ciò che emerge è che il mare della Sardegna si conferma in buona salute. Restano situazioni critiche, che registriamo da più anni, e nei confronti delle quali chiediamo di intervenire in modo strutturale, risalendo ai motivi dell’inquinamento e mettendo in pratica un piano di intervento per efficientare la depurazione. Infatti, i punti risultati fortemente inquinati sono tutti in corrispondenza delle foci dei fiumi, spesso si tratta di piccoli rivoli che sfociano in spiaggia portando in mare un carico inquinante legato a problemi di cattiva depurazione o a scarichi illegali. Nonostante le foci dei fiumi siano considerate non balneabili dalle autorità preposte, spesso sono frequentate da bagnanti e bambini, ignari dei rischi sanitari. Infatti quasi sempre mancano i cartelli di divieto di balneazione e di conseguenza una corretta informazione ai cittadini”, ha affermato nel corso dell’incontro con la stampa Annalisa Colombu, presidente di Legambiente Sardegna.

“Il monitoraggio di Goletta Verde non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali delle autorità competenti – ha dichiarato la vicedirettrice nazionale di Legambiente, Serena Carpentieri – né definisce la balneazione. Il nostro vuole essere un lavoro di stimolo e segnalazione delle criticità legate alla cattiva e insufficiente depurazione dei reflui e degli scarichi illegali. Il nostro Paese ha purtroppo un ritardo cronico sulle infrastrutture per la depurazione. I reflui di un italiano su quattro non sono adeguatamente depurati.  Ne stiamo pagando le spese da tempo. Infatti sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Solo per la prima infrazione la Commissione Europea ha già condannato l’Italia a pagare una multa di 25 milioni di euro più 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.

In provincia di Sassari sono risultati entro i limiti di legge la spiaggia Rena Bianca a Santa Teresa di Gallura, della caletta est di Cala Sabina (a Golfo Aranci), della spiaggia verso via Tramontana in località Pittulongu a Olbia, sulla spiaggia Cala d’Ambra (fronte foce) a San Teodoro, sulla spiaggia vicino lo sbocco dello stagno Calich a Fertilia, sulla spiaggia Terzo Pettine a Marina di Sorso e sulla spiaggia Isola Rossa a Trinità D’Agultu.

In provincia di Nuoro tutti i cinque punti campionati sono risultati entro i limiti: la spiaggia fronte stagno Li Cucutti a Budoni; la spiaggia fronte rio a Siniscola; la foce del fiume Cedrino a Santa Maria di Orosei; la spiaggia di Palmasera, in località Cala Gonone nel comune di Dorgali e sul punto fronte foce del Rio Pelau, nei pressi della spiaggia di Foddini a Cardedu.

In provincia Sud Sardegna nessun problema per la spiaggia Torre dei Corsari ad Arbus; sulla spiaggia Tuerredda a Teulada; spiaggia di fronte viale delle Pleiadi a Santa Margherita di Pula e, infine, sulla spiaggia fronte fiume Flumendosa, in località Porto Corallo a Villaputzu.

In provincia di Oristano tutti entro i limiti i punti analizzati da Goletta Verde: due nel capoluogo (sulla foce del Tirso a Torre Grande e sulla foce del canale di stagni di Cabras, a Marina di Torre Grande); uno sulla spiaggia S’Archittu a Cuglieri, uno sulla foce del fiume Temo a Bosa e uno sullo sbocco a mare dello stagno S’Ena Arrubia ad Arborea.

Infine, tre i punti entro i limiti nella provincia di Cagliari: sulla spiaggia Cala Mosca a Cagliari; nei pressi di via Maiorca, in località S’Oru e Mari a Quartu Sant’Elena e sulla spiaggia di Solanas foce fronte rio nel comune di Sinnai.
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SIDDURA MAÌA