Il GrlG chiede al ministero il diniego di nuovi impianti eolici in Gallura

OLBIA. Territori incontaminati dove regnano il granito, la macchia mediterranea e il maestrale che qui si incanala con il suo carico di profumo di mare rendendo vivi piante, alberi e terra. Un patrimonio naturale di inestimabile valore che preserva oltre a centinaia di specie animali e vegetali anche  innumerevoli  tracce di vita passata antichissima. E' piuttosto facile, infatti, imbattersi in insediamenti neolitici e nuragici. Ci troviamo nei territori comunali compresi tra Tempio Pausania e Aglientu che sono entrati nel mirino di alcune società energetiche che vorrebbero realizzare qui dei parchi eolici per la produzione di energia elettrica. I residenti e le comunità locali sono fortemente preoccupate per l'impatto che avrebbero questi “colossi" alti oltre duecento metri e visibili da km di distanza, ma anche per la loro installazione con sbancamenti, viabilità, cavidotti,  cabine elettriche in aree in parte già oggetto di cava, ma in buona parte ricca di macchia mediterranea. A denunciare il pericolo il Gruppo di Intervento Giuridico che ha inoltrato un atto di intervento il 9 dicembre scorso nell'ambito del procedimento di valutazione d'impatto ambientale (VIA) relativo al progetto di realizzazione delle centrale eolica di “Campovaglio” da parte di Acciona Energia Global Italia Srl nei territori comunali di Tempio Pausania e Aglientu e un altro atto di intervento il 10 dicembre nell'ambito progetto di realizzazione della centrale eolica “Bassacutena” da parte di Myt Eolo 1 s.r.l. in località varie della Gallura nel territorio comunale di Tempio Pausania. Due progetti di centrali eoliche insistenti pressoché sullo stesso ambito territoriale.
 
Il progetto “Campovaglio” prevede 11 aerogeneratori con un'altezza massima complessiva pari a 240 m, ciascuno di potenza fino a 7 MW, per una potenza nominale massima complessiva pari a 77 MW.  L'impianto sarà integrato con un sistema di accumulo di potenza massima pari a 20 MW per una potenza massima complessiva in immissione pari a 97 MW. Poi linee elettriche di collegamento alla rete elettrica nazionale, viabilità, una cabina di raccolta, una nuova stazione elettrica. Il progetto “Bassacutena” prevede 9 aerogeneratori di potenza unitaria pari a 6,8 MW per un totale di 61,2 MW, con viabilità e linee elettriche di collegamento alla rete elettrica nazionale.
Complessivamente venti pale che insisterebbero su un territorio dove c'è un vincolo paesaggistico e di vari beni culturali fra nuraghi (Masconi, Trimentu, Monti Biddiconi), chiese campestri (S. Maria delle Grazie, S. Michele) (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), le centrali eoliche sorgerebbe ben dentro la fascia di rispetto estesa tre chilometri dal limite delle zone tutelate con vincolo culturale e/o con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), posta dall'art. 6 del decreto-legge n. 50/2022, convertito con modificazioni e integrazioni nella legge n. 91/2022, in attesa della prevista individuazione delle aree non idonee all'installazione degli impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile.
Il GrIG ha chiesto al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di esprimere formale diniego alla compatibilità ambientale degli impianti industriali in progetto e ha informato, per opportuna conoscenza, il Ministero della Cultura, la Regione autonoma della Sardegna, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e i Comuni di Tempio Pausania e di Aglientu.
 

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