Sconfitta dell'Olbia, parlano Mister Filippi e l'attaccante Doratiotto

OLBIA. A commentare il ko interno con la Pro Patria sono, in casa Olbia, il mister dei bianchi Michele Filippi e l'attaccante Riccardo Doratiotto.
LA GARA. Così il tecnico nell'analisi della gara: "Un tiro subito un gol? Sì, è vero. Ma per raddrizzarla avremmo almeno dovuto pareggiare il conto dei tiri in porta. Ci abbiamo provato, chiudendo la Pro Patria
nella sua metà campo nel secondo tempo, ma evidentemente quanto fatto non è sufficiente. Il peso del momento che viviamo si sta facendo sentire. Oggi serve tirare fuori quel connotato volitivo in più perché se non colmiamo il centimetro che manca a rimetterci in carreggiata, quello stesso centimetro può essere percepito come un metro. E rendere tutto più difficile".

LE SCONFITTE. L'Olbia è incappata nella sesta sconfitta stagionale. C'è un comune denominatore? "Credo che ci sia un fondo comune. La squadra gioca e subisce poco, ma quel poco che subisce diventa determinante. Oggi abbiamo costruito, ma non abbiamo mai finalizzato negli ultimi 25 metri e questo è un qualcosa che deve farci riflettere. C'era voglia di fare bene, di reagire, dobbiamo riprovarci con più determinazione. È un momento di grande sofferenza, occorre tenere la schiena dritta e superare uniti questa salita. Sono sicuro che ne usciremo".
LE ESCLUSIONI. Si parla quindi della scelta di tenere fuori Muroni e Vallocchia: "È una scelta di cui mi prendo la responsabilità. I due giocatori sono rimasti fuori per motivi disciplinari di cui i diretti interessati e il gruppo sono a conoscenza. Non voglio aggiungere nient'altro sulla questione perché quello che è successo deve rimanere dentro lo spogliatoio e non essere condiviso all'esterno. Di certo, posso dire che io non lascerò mai nessuno indietro, a meno che non ci sia qualcuno che manifesti tale volontà. Questo gruppo deve rimanere concentrato e pedalare, trovando forza anche nei principi morali".

SULLA FIDUCIA. Dopo la piena fiducia espressa dal responsabile dell'area tecnica, Tomaso Tatti, viene chiesto al mister se si senta in discussione: "Io sono il primo severo giudice di me stesso. Il principale cruccio ce l'ho con me stesso. L'allenatore è sempre in discussione, tanto dopo una vittoria quanto dopo una serie di sconfitte. I giudizi e le critiche si ascoltano sempre, ma io devo pensare esclusivamente a trovare le soluzioni. Se avessi la percezione che la squadra non mi segue, sarei il primo a farmi da parte".
SULL'AMBIENTE. In chiusura, il tecnico sottolinea l'importanza per la squadra di sentire il calore e il sostegno di tutti: "Mi rendo conto che, da tempo, il clima attorno alla squadra non sia positivo. I fatti vanno analizzati sempre con senso critico profondo e non con superficialità. Questa è una mia riflessione che mi sento di condividere. Da dentro, come da fuori chiunque ogni giorno può decidere, legittimamente, se sostenere l'Olbia o se aumentare la pendenza della salita. Soluzioni? Recuperare le nostre certezze attraverso la perseveranza del lavoro e la sperimentazione quotidiana di correttivi che possono diminuire le nostre fragilità".  
ESSERE PROTAGONISTI. Riccardo Doratiotto non nasconde il dispiacere per come sia andata la partita e indica ciò che serve per risollevarsi: "Siamo tutti molto delusi, perdere la partita per un mezzo tiro in porta non piacerebbe a nessuno. Dispiace davvero tanto, ci abbiamo provato con tutte le nostre forze a rimettere in sesto una gara che è scivolata subito sul piano del nervosismo. Credo che ognuno di noi possa dare qualcosa di più in campo, non tanto sotto l'aspetto tecnico quanto su quello caratteriale. Dobbiamo pensare di poter essere tutti più protagonisti in campo perché questo campionato lo richiede. Ogni partita è una guerra e bisogna dobbiamo tirare fuori quel qualcosa in più".

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SIDDURA TÌROS