Cosmetica: punta a chiudere 2017 a 11 miliardi di fatturato (+5%)

economia
AdnKronos
Milano, 25 lug. (AdnKronos) - Un'industria sana e competitiva, che poco o nulla risente delle oscillazioni del mercato e delle crisi. Questo il ritratto della cosmetica italiana tracciato in occasione della presentazione dell'indagine sulla congiuntura da parte dell'associazione confindustriale del settore. "Il 2017 - spiega all'AdnKronos Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia - chiuderà ancora a livelli altissimi, soprattutto per quanto riguarda l'export che, insieme al mercato interno, influenzerà la crescita dei fatturati che toccheranno gli 11 miliardi, con una crescita intorno al 5%. Verosimilmente, nel medio e lungo periodo, questi sono i trend che ci aspettiamo, magari anche con un mercato interno più vivace". Anche per questo settore, le esportazioni rappresentano una componente importante e si stima una crescita da qui a fine anno del 9,5%. "Come diciamo ormai da venti anni, la cosmetica risente meno dell'economia esterna perché è anelastica e asincronica e perché il consumo di cosmetico è quotidiano e irrinunciabile e molto legato alla persona e al volersi sentire bene" prosegue Positano, evidenziando che "le industrie italiane guadagnano quote di mercato a livello internazionale. Basti pensare - fa notare - che solo negli Stati Uniti le nostre esportazioni sono aumentate del 24% mentre sul mercato interno la domanda è cresciuta del 4%. Quindi abbiamo guadagnato una fetta abbondante di mercato". "In termini di prospettive, sicuramente il made in Italy di produzione sarà sempre più forte. Con un handicap: che non c'è il made in Italy di brand" evidenzia Positano, sottolineando che si tratta in parte di una "scelta " e in parte di "storia". "Nella moda è differente. E' probabile che nel tempo si investirà di più sui brand made in Italy". E infatti "ci sono realtà che si stanno strutturando, ma sono piccole e si muovono lentamente, come è giusto che sia, perché il grosso del mercato lo hanno fatto le multinazionali. Ci sono delle gemmazioni che stanno proponendo brand made in Italy".

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