TEMPIO PAUSANIA. Da qualche tempo, la struttura carceraria di alta sicurezza di Nuchis ha aperto le sue porte alla cultura. Nelle blindatissime stanze dell'edificio i detenuti scontano una pena, in alcuni casi molto lunga, ma hanno la possibilità di studiare per prendere il diploma di scuola media, di frequentare corsi di poesia, teatro e pittura e da oggi potranno anche prendere parte alle lezioni organizzate dall'università della terza età di Tempio. Per l'occasione, martedì pomeriggio, nella sala biblioteca del carcere è stato presentato il corso alla presenza del sindaco di Tempio Romeo Frediani, del direttore della struttura Carla Ciavardella, di tutto il direttivo dell'università della terza età e di una trentina di detenuti. "Inauguriamo il nostro primo anno accademico -ha dichiarato Lina Rosa Antona, presidente dell'UTE-, siamo davvero orgogliosi perché offriamo un servizio e accogliamo tutte le positività e le potenzialità di questo territorio". Il progetto è nato dal proposito della direttrice Ciavardella di rendere meno isolata la struttura e farla interagire con il mondo esterno.
Così 14 studenti, giovani e meno giovani, ai quali se ne potranno aggiungere degli altri, prenderanno parte alle lezioni di storia, letteratura, archeologia, musica, medicina e diritto costituzionale e potranno studiare su apposite dispense. Il filo rosso che accomunerà le varie discipline sarà il '900. Il programma è stato articolato sulla base delle richieste degli stessi partecipanti che hanno manifestato curiosità per quelle materie e le lezioni si svolgeranno ogni secondo mercoledì del mese a partire dal 16 novembre fino a maggio. "I corsi dovranno essere gratificanti -ha spiegato la professoressa Antona- soprattutto per gli studenti che dovranno essere spettatori attivi interagendo con gli insegnanti e potranno anche fare delle specifiche richieste di approfondimento su temi di particolare interesse".
Al termine della presentazione, c'è stato anche spazio per la musica. Le bravissime cantanti Maria Laura Molinari e Marinella Di Pellegrini hanno allietato i presenti con un repertorio in prevalenza di musica leggera napoletana, ma anche con due pezzi di Giacomo Puccini tratti dalla Tosca e dalla Turandot. Emozionante e coinvolgente l'esibizione di uno dei detenuti, soprannominato "Bottone", di origini napoletane, che ha cantato magistralmente "Tu si 'na cosa grande" e "Carmela". Le canzoni si sono susseguite veloci, coinvolgendo il pubblico che ha cantato per tutto il tempo e ha applaudito le perfomance degli artisti, dimenticando per qualche ora di essere in una struttura carceraria.


